
Titolo originale : Jing Wu Mo Sing
Interpreti : Anthony Wong, Gillian Chung, Stephen Fung, Daniel Wu, Charlene Choi, Michael F. Wong, Wu Ma, Josie Ho, Law Kar-ying, Winnie Leung Man-yi, Ng Won-lung, Jonathan Foo, Jacob Strickland, Jason Tobin, Lee Ka-ting
Produzione : JCE Movies Limited/Homfaith Limited
Produttori : Willie Chan, Solon So
Produttori esecutivi : Willie Chan, Albert Yeung, Jackie Chan
Sceneggiatura : Stephen Fung, Lo Yiu-fai
Martial Art Director : Yuen Wo-ping
Data di uscita : 24/03/2005
97'
Siamo in periodo post Kung
Fu Hustle. Questo film ne è lo specchio?
Assolutamente no. Prendete la recensione di Twins Effect
o di The
Huadu Chronicles: Blade of the Rose o di Spy
Dad e fate un copia/incolla sopra questa. Seconda regia
di Stephen Fung, che farebbe meglio a fare solo l'attore(almeno
valutando la qualità solo di House of Fury),
il film parte anche bene, tant'è che fa quasi piacere
vedere dei guerrieri ninja invadere di nuovo gli schermi di
Hong Kong e battersela contro Anthony Wong al ritmo dellle
coreografie di Yuen Woo-ping (Kung
Fu Hustle, Matrix). Dopodichè
il film, inserito l'impianto narrativo quasi piacevole inizia
a ingolfarsi, sgretolarsi, perdere ritmo, ad evidenziare tutti
i propri debiti(e limiti) fino al finale che raggiunge il
ridicolo involontario.
La storia è semplice quanto banale, ordinaria e già
vista fin troppe volte -da Spy Kids a Spy Dad-
e la regia raggiunge soglie di banalità e impersonalità
talvolta allarmante e risulta fin troppo evidente come il
montaggio cerchi di raccordare delle inquadrature palesemente
errate. Le coreografie sono perfette, pulitissime, minuziosamente
raccordate, ma -anche qui- asettiche, prive di ogni impatto
e ogni alone di violenza, esenti da ogni traccia di sangue,
strabordanti attori vistosamente controfigurati. Fa piacere
ritrovare sullo schermo il grandissimo Wu Ma (A Chinese
Ghost Story, Just Heroes), un pò meno
vederlo svolazzare da un palazzo all'altro ricostruito al
computer e soprattutto vederlo abbattere in volo a mattonate
da Daniel Wu che interpreta il fidanzato di Gillian Chung
come in Beyond
our Ken (e la cosa crea alcuni imbarazzi effettivamente).
Inspiegabile la presenza di Michael F. Wong nel ruolo del
cattivo, su tutti domina un Anthony Wong in grandissima forma,
circondato però da una ciurma di ragazzini cattivi
griffatissimi come i bambocci di New
Police Story (tra cui Daniel Wu, tutto torna) che
però là funzionavano, o come i poliziottini
di Gen-X Cops (tra cui Stephen Fung, e tutto torna
di nuovo). Nicky(Stephen Fung) e Natalie (Gillian Chung) sono
fratello e sorella e si odiano, loro padre è interpretato
da Anthony Wong, e la madre se ne è andata da tempo.
I cattivi rapiscono Anthony Wong per scoprire chi anni prima
aveva colpito e reso paralitico Michael F. Wong. I ragazzini
scoprono la vera identità del padre e corrono in aiuto.
Ogni tanto si innestano dei piacevoli dettagli nostalgici
che rieccheggiano un passato filmico, ma sono davvero attimi,
le musiche talvolta rieccheggiano invece un pò (troppo)
quelle di Kung
Fu Hustle. Alla fine la cosa più divertente
risulta essere Anthony Wong che usa come nunchaku il braccio
di uno scheletro di gomma. Resta quello che poteva benissimo
essere un film USA, un prodotto per tutti (dicesi per ragazzini)
che potrebbe facilmente uscire in Italia. Asettico, globalizzato,
privo di inventiva e personalità, ad alto budget e
pieno di effetti evidentissimi, lontano anni luce da quello
che è stato, e fortunatamente talvolta lo è
ancora, il cinema di Hong Kong. Un enorme passo indietro per
il regista dopo il brillante esordio di Enter the Phoenix.
a cura di CZ:
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