I Corrupt All Cops

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ICorruptAllCopsChe difficoltà ad Hong Kong il cercare di fare film come una volta. In questo senso anche l’ingombrante Wong Jing deve scendere a compromessi vistosi, il primo dei quali è la frase conciliante ad inizio opera che recita indicativamente così: “ora che Hong Kong è tornata alla Cina è ormai un paese lindo e sicuro. Ma prima era sopraffatta da ciurme di poliziotti corrotti”. Come non bastasse ci infila ripetutamente la questione inglese e un bel delitto sotto la bandiera dell’Inghilterra sventolante. E infine, proprio per non incorrere in nessuna censura mainlander, vira in bianco e nero un omicidio particolarmente efferrato (un investimento automobilistico) elemento solitamente non apprezzato dal governo centrale. E pensare che gli anni ‘80 e ‘90 di Hong Kong hanno regalato alcuni dei più atroci, emozionanti, illuminanti e surreali incidenti e investimenti automobilistici della storia del cinema.

In questo modo sposta la storia qualche decennio indietro, negli anni 70 dello scandalo realmente avvenuto, girando fisicamente un film sulle triadi ma in cui i malviventi sono la totalità dei poliziotti dell’ex colonia, interamente corrotti e organizzati in forma di macro gang. Raccontata è anche la nascita della ICAC sezione contro la criminalità delle forze dell’ordine, già narrata in passato in altri film e serie tv (come in ICAC: Investigation di Ann Hui).

Sembra così davvero di vedere un vecchio film del regista, sbilanciato, barcollante, diretto con piglio quasi televisivo a cui si alternano sbalzi di umore, grossolanità di sceneggiatura, impennate epiche, stacchi violenti. Un film che sembra emergere dall’inizio della carriera di Wong Jing ma che, nonostante momenti illuminanti ed emozionanti, non ha più la forza di fare male e di sorprendere, abbandonata ormai ogni foga coreografica sia nel corpo che nelle armi da fuoco, in nome di una continua verbosità a metà strada tra il tutto (Infernal Affairs, i film di To) e il niente. Saremo forse un po’ impietosi perché alla fine il film regala una visione tutto sommato piacevole ma visti i fasti del passato la pellicola in questione emana effluvi di agonia artistica. E siamo i primi a dispiacercene.

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