Iceman 3D

Voto dell'autore: 3/5
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In un biennio in cui il cinema di Hong Kong ha cercato una nuova strada di affermazione molte azioni sono state tentate; film piccoli, blockbuster, film d’autore, e come in questo caso, remake. Iceman 3D è infatti il remake in 3D del “noto” The Iceman Cometh di Clarence Fok. Se n’è scritto male in ogni modo possibile di questo film, senza dimenticare che già il primo non era certo il miglior film del regista e che questo possiede un grosso rispetto per quel vecchio modo di fare cinema. Certo, non è un film memorabile, è un blockbuster con tutti i difetti del caso, è scritto con i piedi ed ha fin troppa poca azione, ma intrattiene e provoca anche qualche sana risata. Né più né meno i blockbuster che escono nel resto del mondo e più di tanti omologhi che escono in Cina in questo periodo.

Il film parte subito in quarta; un camion che trasporta tre guerrieri della dinastia Ming surgelati finisce fuori strada e questi tornano in vita. Quello più virtuoso, interpretato da Donnie Yen, finisce nelle grazie di una dolce discotecara (Huang Shengyi) mentre gli altri due saranno adottati da una gang di pakistani. Nel mezzo, un numero enorme di personaggi e sottotrame che si snodano per quasi due ore e si stoppano nel nulla visto che il sequel è stato girato back-to-back.

Nel cast anche attori di tutto rispetto da Simon Yam a Lam Suet fino al talentuoso Wang Baoqiang sempre capace di passare da cinema d’autore a baracconi circensi come questo.
L’unico elemento che risulta anomalo è la presenza abbastanza timida di sequenze d’azione, seppur ben coreografate. che lasciano però spazio ad una robusta sequenza finale girata in dieci giorni su una riproduzione in studio del Tsing Ma Bridge.
Il resto è molta commedia scorretta alla cantonese (sorprendentemente divertente a tratti), una regia virtuosistica alternamente ispirata (il regista è un fedele della Milkyway di Johnnie To e già autore di Punished) e tanta scemenza esile che nonostante tutto riesce a non annoiare. Un oggettino sottile e inoffensivo ma, viste le premesse, al di sopra di ogni aspettativa.

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