Jiang Hu

Voto dell'autore: 3/5
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Jiang HuWong Ching-Po torna, ad un anno dall’esordio alla regia, con un lavoro che esplicita fin dal titolo che cosa stiamo per vedere: jiang hu è il corrispettivo cinese del nostro “bassifondi”. Quindi quello che ci attende è un sottobosco criminale fatto di scontri tra gang rivali, prostituzione, locali di dubbio gusto e delinquenti di ogni risma. All’interno di questo jiang hu si muovono vicende apparantemente scollegate fra loro. Da un lato, abbiamo due giovani scapestrati, Yik e Turbo, avviati verso una carriera criminosa che a prima vista non sembra troppo brillante. Hanno la faccia tosta giusta, ma hanno anche l’ingenuità e l’impulsività tipiche di chi non sente il peso delle responsabilità. Dall’altro lato abbiamo Mr Hung, capo malavitoso importante e rispettato, che deve difendersi dalla cospirazione tramata alle sue spalle per usurpargli l’impero che si è costruito. Si fida solo del suo grande amico Lefty, al quale deve la vita e il successo. La situazione si fa sempre più tesa nel momento in cui ai due giovani viene assegnata la missione di uccidere un uomo e Lefty insiste, minacciosamente, affinché Mr Hung lasci la città per la sua incolumità. Wong Ching-Po non rivela nulla, lascia che le due storie procedano parallele. Fino al climax finale, che in un sol colpo allaccia gli eventi facendo chiarezza.

Jiang Hu mostra quello che diventerà il marchio di fabbrica di Wong Ching-Po. Una regia personale, ricercata, che cerca di ovviare ad una scrittura non sempre fluida. Non mancano i debiti di ispirazione, sia chiaro, ed è lesto Wong a farci capire a chi deve le sue idee. Un esempio è la fugace comparsa di Lam Suet, al quale viene rubata la pistola. Troppo diretto il rimando a PTU di Johnnie To per farselo scappare. Nonostante il talento non gli manchi, Wong Ching-Po qui è ancora lontano dall’aver trovato la sua voce. In più di un’occasione, infatti, sembra lasciare andare le sequenze per conto proprio, testardo e un po’ troppo innamorato dei suoi personaggi per saper ritagliare ad ognuno di loro lo spazio corretto. Il violento pestaggio di Turbo e il confronto tra Mr Hung e Lefty al ristorante si trascinano dopo essere già arrivati al punto da un pezzo. Ciò non toglie fascino, però, al flashback sulla morte del fratello di Yik, squarcio doloroso sul passato del ragazzo. Una scena girata in modo tale da sembrare un ricordo che il tempo aiuta a superare ma che in qualche modo rimane appiccicato al cuore. Notevole anche l’uso del ralenti durante il massacro sotto la pioggia. Qui Wong fa bene a soffermarsi: cortocircuita gli eventi perché siamo all’arrivo, ora lo spettatore può solo tornare indietro e ripercorrere la storia dall’inizio. La rivelazione finale è un pelo prevedibile, ma se non altro può essere utile per spingere ad un’altra visione in cerca di indizi che riconducano all’intersezione dei quattro personaggi principali. Da notare lo spessore delle controparti femminili. Yoyo è tanto innocente quanto sensuale. Nell’apertura nel locale, sotto quella parruccona verde, ruba la telecamera a tutti quanti con uno sguardo irresistibile. Yik non può che innamorarsi di una ragazza così, e l’istinto di volerla strappare ad una vita schifosa è più che comprensibile. La signora Hung nonostante appaia docile ed esausta nel letto d’ospedale dopo aver appena partorito, di lì a poco dimostra un polso fermo e un potere quasi pari a quello del marito. Ogni personaggio ha una doppia faccia, e in questo risiede gran parte della bellezza di Jiang Hu. L’ambiguità confonde, crea una serie di ipotesi che non verranno sviluppate, non tutte almeno. Sono punti di domanda che arricchiscono il dramma che si consuma alla fine. Ciò non toglie che le due donne meritavano di più, perché concluso il film si vuole sapere altro di loro.

Noir abbastanza personale da reggere bene il confronto con i pesi massimi della categoria, Jiang Hu è una buona prova di Wong Ching-Po. Ancora non è maturo fino in fondo, per quello ci vorrà qualche anno, ma sicuramente è qui che si comincia a intravedere lo stile che Wong consoliderà e raffinerà nel fantastico Let’s Go!.

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