Kamen Rider Fourze the Movie: Space, Here We Come!

Voto dell'autore: 4/5
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Sorpresa tokusatsu dell’anno insieme agli Hikonin Sentai Akibaranger, questo film è il migliore della franchise di Kamen Rider da praticamente un decennio. E dire che la solfa di base è la stessa dei precedenti film mentre al contempo è diverso anche dalla robustezza, per fare un esempio nobile, del lungometraggio di Kamen Rider 555; ma stavolta il “come” è alla base del successo dell’opera.

L’inizio è classico; l’ennesimo nefasto scambio di merce tra la Foundation x (pittoresca associazione scientifica segreta che da qualche anno è ospite nei film della franchise) e Gamou (il villain della serie Kamen Rider Fourze). L’oggetto di scambio è una valigia con gli switch di tutti gli Horoscope della serie. Ad interrompere la trattativa, una ragazza in tipico piglio da “Naked Killer.');" onmouseout="tooltip.hide();">women with guns” e un robot, ottimo lavoro di character design basato sulle fattezze di Black Knight of the Robot Army Corps, un villains storico della serie del passato Space Ironman Kyodain (1976) e ai cui protagonisti l’aspetto di Kamen Rider Fourze sembrava sospettosamente simile (e ora sappiamo il perché). Non fosse per questo primo ammiccamento allo spettatore ce n’è un altro, contemporaneamente; l’attrice della scena, infatti, è nientemeno che Mikie Hara, ovvero la Cutie Honey della serie live action Cutie Honey The Live, brava ma soprattutto con ottime doti marziali. Unendo queste sue capacità a quelle del regista il risultato è un oggetto abbastanza inedito. Il regista, Koichi Sakamoto, infatti è un bel personaggino; stuntman, attore e produttore, ha navigato spesso nell’universo dei tokusatsu, ha lavorato negli States ed è fan di Jackie Chan. E’ stato regista di alcuni film della franchise, ma soprattutto è l’autore dell’ottimo Mega Monster Battle: Ultra Galaxy. Stavolta, probabilmente a fronte di una produzione che gli ha lasciato maggiore libertà, ha creato un’inarrestabile montagna russa frenetica e coloratissima che esplode letteralmente nella prima mezz’ora di pura azione, tra wirework, arti marziali, sparatorie, inseguimenti ed esplosioni eccessive finanche gratuite ed inspiegabili. Un eccesso quasi surreale che sembra quanto di più vicino al vecchio cinema di Hong Kong degli anni ’90 si sia visto da tempo, con però l’addizione di tonnellate di effetti digitali di alterna fattura e resa.

I nostri eroi devono andare sullo spazio e bloccare un satellite dotato di un’arma capace di distruggere il Giappone in un sol colpo. Quando stanno per partire si trovano dinanzi, a bloccare il loro cammino, tutti gli Horoscope della serie (ennesimo bonus per i fans). Ad aiutarli nel duro scontro interviene ovviamente Kamen Rider Wizard ovvero l’eroe che di lì a poco sarebbe divenuto protagonista della nuova serie.

Arrivati in loco ad attenderli altri due ottimi colpi di character design, ovvero un restyling dei due protagonisti della serie già citata, Space Ironman Kyodain, Groundain e Skydain. La seconda parte è probabilmente più leggera e normalizzata ma la presenza di quei due personaggi la elevano sopra la media; e anche la prontissima retorica finale dietro l’angolo nell’ennesimo effetto “we are the world” alla Ghostbusters 2 (intendiamo la classica scena corale tipicamente hollywoodiana in cui la massa popolare si unisce per incoraggiare l’eroe di turno) qui è stemperata in chiave più intelligente: a premere insieme tutti gli switch della serie sono gli ex giovani dopati posseduti dai mostri di turno. E per estremizzarla ulteriormente il regista decide di annientare l’ellissi temporale e di mostrare l’atto dello “switch on” di tutti con un lungo effetto stordente, ripetitivo e paranoico. Quasi sperimentale. Un nuovo switch, quindi, una fusione con Meteor (il co-protagonista della serie) e una nuova armatura la Kamen Rider Fourze Meteor Fusion States in un eterno fanservice, collaudato, prevedibile ma questa volta contestualizzato e apprezzabile.
Un oggetto quindi entusiasmante e divertente, uscito sugli schermi giapponesi in double features con il solito film dei sentai di turno, in questo caso Tokumei Sentai Go-Busters the Movie: Protect the Tokyo Enetower!
Tra tutti i film di Kamen Rider dell’ultimo decennio forse l’unico che valga davvero la pena recuperare anche se la mancata conoscenza della franchise o almeno delle ultime due o tre serie potrebbe rivelarsi ostacolo abbastanza insormontabile.

GLI EROI

I NEMICI

SCREENSHOT

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