Kamen Rider vs. Ambassador Hell

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Quattro mesi dopo Kamen Rider vs. Shocker esce nelle sale il nuovo film della prima serie di Kamen Rider, Kamen Rider versus Ambassador Hell (16 luglio 1972) situato tra l’episodio 68 e 69. Alla regia sempre Yamada Minoru; fortunatamente il film è lievemente più curato e accattivante e mette in scena solo il primo Kamen Rider supportato dall’agente dell’FBI, Kazuya Taki.

I due durante una corsa motociclistica vengono attaccati dalla Shocker capitanata stavolta dal pittoresco Ambassador Hell. Si mascherano da membri dell’agenzia e riescono ad infiltrarsi in una loro sede. Scoperti subiscono un attentato alla loro vita e fingono la propria morte solo per poi attaccare il quartier generale sito all’interno del monte Fuji e in cui il villain di turno sta progettando di abbattere la Tokyo Tower grazie ad un potente laser di nuova generazione. I due dovranno vedersela contro membri shoker e numerosi kaijin a piedi, in moto e… a cavallo.

Le variabili rispetto al precedente film mutano di ben poco, le creature, fusione tra parti umane, parti cibernetiche e DNA animale variano tra resa minimale e abborracciata e alcune più riuscite in cui si è optato per un maggiore lavoro di modellazione e utilizzo di materiali per la realizzazione delle body suit. Anche le sequenze d’azione sembrano più curate, soprattutto nella prima parte, salvo poi di nuovo farsi più caotiche e “improvvisate” nella sequenza sulla neve. Pittoresco e intrigante nella sua estrosità di character design l’ Ambassador Hell. Estesa, anche se inferiore al precedente film, la conta di creature vecchie e nuove messe in scena. Tutto qui. Magari, visto oggi, risulta più invecchiato di altre serie precedenti e contemporanee ma rimane comunque un lavoro pionieristico e di importanza culturale a dir poco monolitica.

 

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