Kamen Rider × Super Sentai × Space Sheriff: Super Hero Taisen Z

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Kamen Rider Wizard, Fourze, Meteor, Amazon, Hibiki, e poi Gavan, Sharivan, Shaider, Black Moon, Inazuman, i Kyodain, i Go-Buster, i Gokaiger, Kyouryuger, Flashmen, i Dekarangers, Kamen Riders Decade, Super-1, B-Fighter, Jiban, Draft Redder, Jiraiya, Janperson, Akaranger e sul finale TUTTI i rider e un numero spropositato di sentai fino ad un gran saluto lampo dopo i titoli di coda per Kikaida.

Probabilmente ci troviamo davanti al più colossale crossover di supereroi della storia, un frullato mai visto prima d’ora che prosegue l’ultimo periodo di deliranti film della Toei basati sugli eroi creati dal mangaka Ishinomori. Sorta di sequel del Kamen Rider × Super Sentai: Super Hero Taisen dell’anno precedente che era un “timido” (a questo punto) crossover tra Riders e Sentai accoglie dentro di sé anche tutto il revival del Metal Hero (il trio di Gavan, Shaider e Sharivan già pregiati da comparse nei film precedenti e tutti gli eroi “metallici” delle altre serie) e di personaggi apparsi nei film Movie War o in altri di Kamen Rider. Ma a differenza degli ultimi illuminanti Movie War la regia non è del talentuoso Koichi Sakamoto e il tutto si risolve ad un baraccone puerile di continui scontri e apparizioni, comparse, esplosioni, twist ed epica eccessiva. La storia? E’ in secondo piano, l’attrazione è l’evento, la presenza e la convivenza di universi anche forzata. Affascinante ma c’è ben poco di cinema dentro. Preferiamo il chiasso surreale e sopra le righe dei vari Movie War, forse meno contaminati (ma fino ad un certo punto, l’ultimo ad oggi, Kamen Rider × Kamen Rider Wizard & Fourze: Movie War Ultimatum era comunque un calderone di comparse note e meno note). Resta solo il piacere sottile per l’apparizione in penombra di Kikaida sul finale,  annuncio di un qualcosa che si sarebbe esplicitato poi con il reboot da sala del 2014.

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