Kazuo Umezu’s Horror Theater – Tale 3: Death make

Voto dell'autore: 4/5
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Inaspettatamente, soprattutto dopo le delusioni di Hous e of Bugs nientemeno che del maestro Kiyoshi Kurosawa e almeno sulla carta il preventivato successo di The Wish (rivelatosi invece altro oggetto trascurabile) ecco che all’interno dell’esalogia ispirata all’opera grafica di Umezz arriva un’impennata qualitativa di inaspettate proporzioni. Il pretesto narrativo è banale; un gruppo di persone dotate di poteri psichici devono trascorrere una notte all’interno di un edifico abbandonato legato ad infausti eventi passati, per la realizzazione di una spettacolo televisivo. Arriveranno vivi all’alba?

Non è tanto l’innesto che è flebile anche se virtuosistico nella resa visiva, quanto lo sviluppo successivo. Tecnicamente il regista costruisce una partitura narrativa formata da una giustapposizione delle inquadrature ritmiche, quasi musicali, evocando paradossi, discontinuità spaziali, e regalando un finale che lascia praticamente a bocca aperta. L’intrusione del digitale poi è così sfacciatamente ostentata, violenta e artificiosa che nel momento in cui l’occhio ci fa l’abitudine, il breve video diviene puro cibo cinefilo biologico. Il manga è stato adattato nientemeno che da Chiaki Konaka, mentre la regia è di un vulcanico Taiichi, regista poi di Eko Eko Azarak: R-Page e Eko Eko Azarak: B-Page. Forse l’unico episodio della serie assolutamente da vedere?

Tra gli attori vanno menzionati due star dell’horror giapponese, Tomorowo –Tetsuo– Taguchi e Hitomi Miwa già apprezzata in titoli del calibro di Crazy LipsEM / Embalming  e Death Water.

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