Kereta Hantu Manggarai

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Kereta Hantu ManggaraiColpisce di Kereta Hantu Manggarai la bellezza assoluta di tutti i giovani protagonisti. Incomincia a farsi strada in chi scrive il sospetto che questo sia il motivo per cui questi film fatti in fotocopia da Ery Sofid abbiano tanto successo in Indonesia. Basta praticamente prendere una leggenda metropolitana o una maledizione e renderne vittime un gruppo di ragazzi e il film è fatto.

Sofid scrive i medesimi film sia per Rapi Films che per Indika Entertainment ovvero le due case specializzate in questo sottofilone tutto indonesiano di horror giovanile. Sorge per questo anche il sospetto che in realtà si tratti di un altro pseudonimo dell’ineffabile Yato Fio Nuala. Usa esattamente gli stessi trucchi, con fantasmi che scivolano alle spalle degli attori per scomparire quando essi si voltano oppure con  lo stratagemma del risveglio da un incubo. Inoltre ripete all’estenuazione gli attacchi dei fantasmi che non vanno mai a buon fine se non in rarissimi casi. Spesso e volentieri poi, vi sono addirittura scene clonate: sembra infatti esserci  una predilezione per le pale di qualche ventilatore che si staccano e vanno a tranciare di netto la gola di qualcuno quando si tratta di far fuori uno dei protagonisti.

Quindi conta poco la storia di una sorella (Sheila Marcia Joseph) che cerca l’altra sorella scomparsa con cui aveva un rapporto problematico. Conta poco che la poverina sia salita sul “treno fantasma della stazione Manggarai” e che abbia conosciuto i fantasmi delle vittime di un incidente ferroviario. Conta poco che nel treno volato giù per la scarpata ci fosse una negromante donna. Conta poco che un gruppo di ragazzi che studia il sovrannaturale sia a caccia del treno. Conta tutto dannatamente poco.

Il film è di una noia mortale. E’ sciatto, tirato via in malo modo e francamente inutile. Ripete il solito teatrino di pop stars e modelle indonesiane splendidamente fotografate e ben inquadrate. Sembra anche noioso ribadirlo, ma a parità di film, Nayato (al secolo Yato Fio Nuala), quando dirige sotto il suo altro pseudonimo Koya Pagayo per le produzioni Indika, se la cava decisamente meglio. Probabilmente la differenza vera è dettata solo ed esclusivamente dal team produttivo. In questo caso purtroppo affonda inesorabilmente. Da cestinare senza pietà.

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