Kiba Gaiden

Voto dell'autore: 3/5
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Kiba Gaiden

Nel 2010, era uscito Garo: Red Requiem, primo buon film per la sala dedicato all’epopea di Garo e girato in 3D. Un anno dopo, nel maggio 2011 vengono annunciati due nuovi progetti relativi alla franchise. Una nuova serie, Garo: Makai Senki che avrebbe debuttato in TV il 6 ottobre e uno spin-off per il V-cinema uscito in DVD e blu-ray il 7 settembre (e avrebbe anche goduto di una minuscola uscita locale in alcune sale di Tokyo). Trattasi di sorta di antipasto alla nuova serie e di coda alla vecchia anche se si pone cronologicamente prima del finale della stessa, intorno al 23esimo episodio. Se Red Requiem era dedicato quasi interamente a Kouga questo mini film da quarantacinque minuti è votato alla storia di Barago, il villain della serie. Sono esclusi quasi in toto i cavalieri “buoni” e gli altri personaggi. In campo solo Barago, Kaoru, e Messiah oltre ad una inutile “maid” Elda, interpretata dalla pin up Leah Dizon. Diviso in tre parti narra la storia cronologica di Barago dall’infanzia passando per la scelta di appartenere al “lato oscuro” fino al patto con Messiah. A fare la differenza con tutto il già visto è il “come”. L’intero episodio è vistosamente girato in un unico minuscolo set reale, mentre il resto della metrica è interamente recitato davanti al green screen e ricostruito al computer. Scelta ardita ma che permette al regista sezioni animate e parti interamente in forma ganime (narrazione tramite disegni statici) in cui sezioni pittoriche, silhouette reali e scritte animate compongono una forma narrativa originalissima e complessa.

A metà tra lo speciale televisivo in due episodi Demon Beast of the White Night e il film Garo: Red Requiem ci vengono offerte alcune nuove creature come al solito molto ispirate e un nuovo cavaliere di passaggio, Bado.

Non manca una epica sequenza finale di furioso surrealismo tipico di Amemiya, in cui i cavalieri prima corrono lungo un’autostrada in un contesto post apocalittico in cui i grattacieli sono estirpati e galleggiano nell’aria. Dopodiché il duello continua in una caduta nel vuoto saltando lungo il dorso di un agguerrito drago gigantesco, tra effetti come al solito poco competitivi ma assolutamente naif e accecanti nella loro originalità e furia pop. Un piccolo oggetto per completisti in attesa della nuova serie.

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