Killer Snakes

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WWF di tutto il mondo unitevi, è arrivato Killer Snakes, il film che nessuna agenzia di viaggio vorrebbe farvi vedere. Dimenticate la perla d’oriente, dimenticate le insegne al neon, la Hong Kong capitalista e frenetica, l’ambiente frizzante e colorato della città. Il film vi catapulta in una città lercia e untuosa tra le peggiori mai viste pre/durante/post new wave. Il film è puro (s)exploitation e solo ai fans del genere/stile può interessare un prodotto tanto estremo quanto disperato, in cui dominano come protagonisti i serpenti (ma fanno la loro bella comparsa anche iguane e ratti) puntualmente sventrati, affettati, tagliati in due, bruciati vivi e lanciati in aria per ottenere il duplice effetto di serpenti volanti e/o serpenti in corsa. La regia è assoluta e drastica ed elimina tutto ciò che non ha utilità immediata per i fini della narrazione. Banale, non banale, tutto è comunque diretto e immediato, sia una violenza, sia un morso di serpente che uno scatto improvviso della macchina da presa verso una croce appesa al muro. Il che porta ad un ritmo strano e balordo, funzionale ma che se non si è coinvolti dalla vicenda può anche annoiare.

Il film è idealmente suddiviso in tre sezioni.

La prima, si presenta di tanto in tanto a montaggio alternato, è in bianco e nero e mostra un bambino amante dei serpenti che spia sua madre (?) che si fa frustare da un partner, salvo essere scoperto e minacciato dall’uomo, messo in fuga dall’intervento dei rettili.

La seconda sezione comprende tutta la prima parte e vede il ragazzino cresciuto, inanellare tutta una serie di sfighe di proporzioni bibliche (altro che Mr. Sardine); trova il lavoro, lo perde, viene umiliato da chiunque, picchiato, rapinato, la donna di cui è segretamente innamorato è costretta ad abbracciare la professione di prostituta. Gli unici amici fedeli sono i serpenti che lui adotta e cura (un po’ come cuccioli abbandonati).

Nella terza sezione scatta la vendetta/riscatto nei confronti del mondo operata grazie all’ausilio dei velenosissimi rettili. Il nostro si trasforma così in un arrapatissimo super eroe padrone dei serpenti e tra una sequenza bondage, uno stupro, un massacro, iniziano ad aumentare vertiginosamente sia il numero dei rettili che quello dei cadaveri, fino alla sequenza culto in cui un serpente si infila all’interno di una ragazza penetrandola dalla vagina. Probabilmente la cosa più divertente sono gli effetti sonori atti a simulare i versi degli animali, dei rumori improbabili infilati in loop ad ogni apparire di qualche bestiolina squamosa. Per il resto bisogna anche ammettere che il film sul finale regala qualche immagine suggestiva tra cui un cattivo che gioca a baseball dove la palla sono i serpenti e la mazza una spada affilata.

Film Shaw Brothers girato in cinemascope, recentemente restaurato dalla Celestial, è decisamente evitabile e privo di un reale interesse; consigliato solo ed esclusivamente ai fans di cinema estremo ed exploitation. Sconsigliato assolutamente a chiunque altro.

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