Killers

Voto dell'autore: 4/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,50/5: 2 voti]

Li credevamo una speranza persa i Mo Brothers. Si erano fatti notare per il bel corto Dara, contenuto nel film ad episodi Takut: Faces of Fear. Sarà che il resto dell’omnibus non era all’altezza ma il loro contributo ne usciva benissimo pur con materiale poco originale. Tant’è che una volta allungato e reso un lungometraggio intitolato Macabre si notavano tutti i limiti del duo e il risultato finale era un lavoro ben poco convincente.
Fortuna vuole che subito dopo gli occhi del mondo si sono indirizzati verso l’Indonesia grazie al boom di The Raid. E visto che comunque il duo si mostrava come entità cinefila decisamente moderna sono stati accolti da degli efficienti produttori. In merito a questo Killers leggerete infatti in giro a vanvera “dai creatori di The Raid” o “dai creatori di Cold Fish”, ovviamente riferito ai vari produttori coinvolti tra cui lo stesso regista di The Raid.
E zitto zitto il duo ha realizzato uno dei più interessanti film sui serial killer degli ultimi anni.
Ora, presa per vera come base narrativa il fatto che non esista polizia postale in Giappone e in Indonesia per il resto il film è un ottimo passo nel genere.

In Giappone un serial killer uccide prostitute, le filma mentre le tortura e abbatte e successivamente carica i video nella rete, a mo’ di snuff movie.
Uno dei suoi migliori fans è un timido giornalista indonesiano, in ombra di divorzio con un lavoro che non lo gratifica e una vita poco gentile nei suoi confronti. Alcuni imprevisti di troppo lo portano al primo delitto e da lì il passo sarà breve nel passare a una sorta di olimpiadi mondiali del serial killer che vede una partita di finale tra Giappone e Indonesia. E il percorso dei due è ovviamente destinato ad incontrarsi.

Violentissimo, sempre in bilico nel grottesco, con spazio anche a vene di melodramma, Killers è un puro e cristallino film di genere, senza altre ambizioni, robusto, ben scritto e diretto, con due attori (Kazuki Kitamura e Oka Antara) perfettamente a loro agio nel ruolo. Tra co-produzioni con il Giappone, registi gallesi, produttori statunitensi, il cinema Indonesiano sta lentamente trovando una piccola rinascita totalmente proiettata verso film dalla produzione, resa e target internazionale. Per adesso con alterni risultati qualitativi ma ottimi come risonanza. Sicuramente un cinema su cui puntare gli occhi in questi anni, probabile fonte di prossime altre sorprese.

CONDIVIDI: