Koi… Mil Gaya

Voto dell'autore: 3/5
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La critica più grande fatta al film Koi…Mil Gaya è stata quella di essere una sorta di plagio dello statunitense E.T. L’Extraterrestre. Al contempo gli indiani si sono giustificati dicendo che a sua volta E.T. L’Extraterrestre era stato girato prendendo spunto da una sceneggiatura del maestro Satyajit Ray che era un tempo passata di mano in mano ad Hollywood. È però vero che Koi Mil…Gaia prenda stimoli da molti film hollywoodiani incluso Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e da altri a cui saccheggia amabilmente le musiche. Ma è anche vero che Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo già aveva debiti nei confronti di altro, incluso l’italiano II Disco Volante di Tinto Brass. Intorno a questi assurdi scambi, plagi, frullatori di stimoli, la verità è che Koi Mil…Gaia è una sorta di fusione tra E.T. L’Extraterrestre, Rain Man e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo con aggiunta di azione e di delirio vario.

Alcuni lo battezzano come il primo vero film di fantascienza indiano. Certo è che nelle 3 lunghe ore il film risulta troppo derivativo. La cosa buffa è che le varie idee rubate vengano spesso trattate in maniera del tutto delirante. Ad esempio l’effetto sonoro che in Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo metteva in contatto umani e extraterrestri qua viene riprodotto ma sostituito inspiegabilmente dal ritornello di Trans Europe Express dei Kraftwork.

Il film narra la vita di uno scienziato che è riuscito  tramite un arcaico computer a comunicare con gli extraterrestri; ma la discesa sulla terra di questi provocano un incidente stradale in cui lui perde la vita e sua moglie subisce un colpo che fa sì che il bambino che aveva in grembo nasca con forti problemi mentali. Questo sopravvive e continua a crescere diventando adulto ma comunque con il quoziente intellettivo pari a zero e il cervello di un bambino. Può quindi fare amicizia solo con i bambini e non riesce ad essere promosso a scuola. S’innamora però di una ragazza ambita da uno dei violenti bulli della città.

Ad un certo punto il ragazzo riattiva il computer di suo padre e fa sì che è un disco volante atterri sul paese. In un’improvvisa fuga (perché gli alieni erano stati spaventati da alcuni elefanti) gli ET dimenticano ovviamente uno dei passeggeri. Il piccolo alieno rimasto a terra sarà adottato dal ragazzo e la sua vita muterà totalmente. Come nell’opera di Spielberg l’alieno aveva il potere di guarire le persone, l’extraterrestre di questo film guarisce il ragazzo facendolo diventare una sorta di uomo intelligentissimo, abile nello sport, nello studio e nella lotta. Insomma, guarisce un portatore di handicap e lo muta in un supereroe.

Finale prevedibile come da contratto. Gli effetti speciali sono di alterna fattura, l’alieno è alla fine ben realizzato e il film abbonda sia di scene musicali tra cui una parecchio ispirata e surreale che di sequenze d’azione. Certo il film ha ben poca rilevanza visto il suo essere totalmente dipendente da un altro cinema ma va visto principalmente come primo capitolo di una saga che muterà poi in film totalmente supereroistico, con i successivi Krrish e Krrish 3, visto il successo strepitoso in patria di questo primo capitolo.

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