
Interpreti :Karena Lam, Angelica Lee, Andy Hui, Liu Kai-chi, Annia Man Chung-han, Raymond Wong, Roy Chow
Soggetto :Yeung Sin Ling
Sceneggiatura : Susan Chan
Fotografia : Chan Chi Ying
Montaggio : Kong Chi Leung
Musiche : Chen Yung-yu
Prodotto : Lawrence Cheng Tan-shui
Data di uscita : 2004
88'
Law Chi-leung ha compiuto il percorso inverso
di un regista come Soi Cheang, che si è votato
all'horror (Horror Hotline, New Blood) per
poi dirigere il proprio capolavoro con un noir/thriller,
Love Battlefield.
Law Chi-leung ha invece diretto un bel thriller, Doppio
Tiro (2000) ed è poi passato a due
brutti horror, Inner Senses e Koma. E' dura
stabilire quali tra i due horror sia il peggiore, il rammarico
più grosso è che si tratti comunque di due occasioni
sprecate. Il regista si appoggia su una sceneggiatura lacunosa,
che si contraddice ogni due battute, impersonale e poco coinvolgente,
ambientata continuamente all'interno di toilette (pubbliche
o private) e sprecando talento e almeno un paio di sequenze
affatto male.
Si è straparlato delle performance delle due attrici, Angelica Lee (The Eye) e Karena Lam (Truth or Dare: 6th Floor Rear Flat); brave, in ruolo e con una nomination (Karena Lam) come miglior attrice, ma nulla di così memorabile.
Un paio di sequenze gore sono abilmente montate e dirette, uno splendido incidente stradale si spegne in un microsecondo cadendo nel comico involontario, la fotografia funziona evocando lo stile di alcuni horror giapponesi e la regia è discontinua, composta di continui picchi alti e bassi.
Ching (Angelica Lee) è una ragazza che soffre di insufficenza renale ed è in cerca di un donatore. Durante un omicidio di cui è testimone (trova una ragazza nuda alla quale è stato espiantato un rene), incontra e si scontra con Ling (Karena Lam), enigmatica ragazza apparentemente legata al delitto e amante del suo ragazzo. La narrazione prosegue delineando variazioni caratteriali e pesi nei rapporti tra le due, per poi rivelare solo nel finale i retroscena della storia regalando qualche sorpresa e colpo di scena. Nutrendo un'essenza poco educativa nei confronti dei trapianti, così come lo era New Blood nei confronti delle trasfusioni, Koma si rivela un film che non fa bene "al cubo", e supporta tutti i pregiudizi contro il cinema asiatico, il cinema asiatico horror e il cinema di Hong Kong tout court.
a cura di CZ:
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