Kyoko vs Yuki

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Kyoko vs YukiUn losco edificio industriale asettico. Una fantomatica bionda come capo. Un esercito di schiavette vestite alla marinaretta e con il viso coperto da maschere bianche inespressive. E’ giorno di esami per Kyoko e la sua prova è abbattere a mani nude uno yakuza di terz’ordine. Promossa a pieni voti viene inviata in missione ad abbatterne un altro e a recuperare una valigetta piena di cose buone (soldi e droga). Ma casualmente lo yakuza è incappato nelle mani di Yuki e la sua amichetta lesbica, che prima lo legano e lo aggrediscono in una stanza di albergo e poi sotto i suoi occhi si lasciano andare ad un rapporto sessuale di proporzioni cosmiche, andandosene via con la valigetta. La delusione di Kyoko sarà pari al rancore. Subito rintraccia l’amica di Yuki che sta subendo una sodomia da una ricettatrice obesa amante delle coscette di pollo e dotata di un fallo artificiale. Dopo averne fatto carne macinata scatta il prevedibile scontro: Kyoko VS Yuki.

Probabilmente uno dei film più “famosi” di Daisuke Yamanouchi, grazie soprattutto alla sua visione pop e alla struttura più convenzionale riesce a ricordare quasi il John Waters delle origini, con echi di Desperate Living. D’altronde il film non è altro che un Naked Killer.');" onmouseout="tooltip.hide();">women with guns (senza guns) addizionato dal regista. E se il sangue scorre a fiumi (Kyoko a cui è stata amputata una mano fugge con l’arto in bocca) lasciano basiti soprattutto gli estremi sessuali del film. Sembra quasi che il regista abbia come elemento base la necrofilia e da lì tenti di andare oltre raggiungendo quindi prevedibilmente soglie di disturbo ogni volta più elevate. Il film resta però permeato da un’aura pop e l’ambizione del progetto e una regia non sempre all’altezza (gli scontri sono diretti e montati decisamente male e il regista non ha certo la possibilità di permettersi un coreografo come Ching Siu-tung) gettano il film in derive piacevolmente weirde. Ad una proiezione pubblica promossa dal nostro portale abbiamo notato come il pubblico generico gradisse il film nonostante gli estremi contenuti in esso. Il tutto è talmente grottesco che sembra quasi di vedere il film di un bambino che gioca a fare il duro. Tutto sommato Kyoko Vs Yuki ha innegabilmente l’aura del film culto. Sarà anche fatto male ma è comunque un’opera irresistibile capace di far sfigurare tranquillamente l’85% dei film Troma. Forse è il film da cui cominciare per entrare lentamente e per gradi all’interno dell’universo di Daisuke Yamanouchi.

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