L.E.G.S. – Lady Executioners for General Security

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Non c’è cinema nell’opera di Nakano, o –sicuramente- non vi è cinema in questa. Nakano agisce per idee, visioni, momenti e microuniversi coerentissimi, ma estranei al cinema, al montaggio, alla regia. Immagini, figure, inquadrature, istinti. La tendenza infantile dello “strusciamento” dei corpi, delle forme soffici e sode dei seni abbondanti, dello sbirciare sotto le gonnelline. A differenza di altre sue opere poi più estreme, nell’ambito sia del sesso che della violenza (Exorsister, PlaygirlsSexual Parasite: Killer Pussy…) in questo video, come in Queen Bee Honey il tutto si attiene su parametri più ludici e infantili: 4 seni in tutto estranei alle protagoniste e poche gocce di sangue. Quindi un’operetta più candida e di puro, onestissimo e soffice intrattenimento. Le attricette si picchiano, strizzano, strusciano, rincorrono e fanno quasi tenerezza nella loro tensione goffa al non farsi e non fare male a nessuno, nelle loro pose pretestuose e stilizzate, nell’inquadratura fanservice sempre –e ripetiamo, sempre- posata ad altezza culo, creando una sceneggiatura parallela (come aveva fatto Lynch con i seni in Mulholland Drive, ma questa è un’altra storia) dedicata al fondo schiena.
Le origini wrestler di Nakano (il regista è un organizzatore di incontri di joshi-puro ovvero il wrestling femminile) si notano in ogni scena di lotta di questo video low budget in cui le pose delle ninfette riflettono sia il wrestling che il sumo (come appunto nel suo Sumo Wixens).

In un localaccio, delle modelle discinte cantano al karaoke di fronte agli obiettivi untuosi di un gruppo di otaku arrapati mentre su un tavolo fuori campo un gruppo di yakuza commette traffici illeciti. Un’esplosione e delle donne armate fino ai denti (pugnali, mitragliatori, coltelli e sega elettrica) strizzate dentro dei costumi da bagno neri e autonominatesi “Shine Shine Gals” fanno irruzione. A tentare di fermare i loro piani criminali dinamitardi le “Minisuka Tokusôtai”, un gruppo segreto e parallelo della polizia composto di tre membri femminili, anche questi incastonati dentro una divisa il cui compito primario è scoprire anziché coprire.

I valori di un prodotto del genere esulano da quelli di qualsiasi altra opera cinetelevisiva; quindi ottima la scelta di belle e prosperose ragazze (nota di merito per la “gatttina cinese” delle villains, Yinling), ottimo il character design cheapo ma funzionale di tutti i personaggi e piacevolissime le vivaci musiche (54 Nude Honeys, Mami Chan…). Un video di onesto e dichiarato spessore nullo, lontano da ciò che comunemente è chiamato cinema, un’opera ottimale per serate a tema, ad umore, o chiassose feste in cui le morbide forme furenti delle ninfette di turno possono fungere da retroproiezioni.

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