La Bara

Voto dell'autore: 3/5
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thecoffinVista l’entità degli ultimi refrigeranti horror Thailandesi (Sick Nurses, Body, Art of the Devil 3), The Coffin era uno dei titoli più attesi, particolare co-produzione tra Thailandia, Corea del Sud e Singapore. Promessa parzialmente mantenuta.
The Coffin è basato su un rituale locale in cui le persone si fanno seppellire in una bara per alcune ore onde imbrogliare la morte e quindi respingere mali spesso incurabili, propri o di cari vicini.
Il conflitto narrativo sorge quando la morte, una volta imbrogliata, torna indietro per prendersi un’altra vittima sacrificale in sostituzione.
L’aspetto forse più interessante è la costruzione narrativa; inizialmente lo spettatore viene confuso, convinto di seguire la storia di due personaggi in uno stesso flusso temporale, accomunati dalla cerimonia. I due sono destinati ad incontrarsi, ma solo alla fine lo spettatore scopre che i due segmenti si muovevano in due diversi piani sfasati nel tempo.
Purtroppo il film in sé racconta ben poco, ma a sua difesa ha il fatto di possedere un ritmo rigoroso e di alternare alcune sequenze di altissimo cinema fuse ad un paio di virtuosismi, per il sottoscritto, ancora frutto di riflessioni tecniche.
Al centro della partitura metrica una sequenza ambientata in un deposito di bare usate, talmente putrida e disturbante (pur senza mostrare nulla) che in un attimo rievoca tutto l’horror negromante della Shaw Brothers di fine anni ’70.
Il regista (già firmatario di Beautiful Boxer) non si pone mai oltre la narrazione e si attiene al testo filmico, capace ma quasi passivo, spesso lasciando che sia l’ottima fotografia a tratti accecante e monocroma, a parlare per lui, mentre il cast decisamente vario, alterna la super star locale Ananda Everingham e la stellina cadente di Hong Kong Karen Mok ancora bravissima come un tempo. Comparsa a sorpresa per Napakpapha Nakprasitte, la sensuale strega della serie di Art of the Devil. Un piacevole diversivo sopra la media, magari non ai livelli dei titoli sopra citati, ma un’ottima alternativa comunque.

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