La Ghigliottina Volante

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Definito un cult, La Ghigliottina Volante non è niente di più di quello che ci si aspetta, un film interamente dedicato alla “ghigliottina volante”, un mero pretesto per vedere all’opera questa fantomatica arma letale, un omaggio “all’arte della decapitazione” in tutte le sue forme, anche se ad onor del vero, tra uno schizzo di sangue e l’altro si può scorgere un attacco al potere non dissimile dai nostri polizieschi.
In effetti, pensandoci bene, se c’è un’arma in grado di suscitare curiosità e disgusto allo stesso tempo, è proprio questa, un marchingegno d’acciaio tagliente di forma rotonda, collegato ad una catena, in grado di decapitare al volo tramite un gesto fulmineo della mano; nessun’arte marziale ha una difesa adeguata, non è possibile nemmeno nascondersi, insomma se non l’avete ancora capito: “È un’arma da far perdere la testa!”.

L’imperatore Yung Cheng è deciso ad eliminare tutti i traditori dello stato, su consiglio di un membro del governo, crea un’elite di 12 guerrieri addestrati all’uso della ghigliottina volante, un’arma micidiale inventata dal ministro Xin Kang. L’addestramento, sotto la guida dello stesso non è dei più facili, ma i risultati non tardano a venire.
Tra i dodici guerrieri spicca per abilità Ma Teng, uomo coraggioso e di saldi principi, grazie ai quali capisce sin da subito le reali intenzioni dell’imperatore: liberarsi di tutti i funzionari che si oppongono ai suoi voleri capricciosi.
Dopo le prime missioni, Ma Teng decide di abbandonare i suoi compagni, incapace di servire l’imperatore per i suoi fini personali. Inizia così la fuga del nostro eroe, braccato dai suoi undici compagni costretti dal despota a trovarlo ed ucciderlo; pena per il fallimento, la morte dei propri familiari.
La ricerca dura diversi anni, Ma Teng, ormai rifugiatosi in un villaggio, conduce una vita tranquilla insieme alla sua nuova famiglia mentre le spie del governo hanno occhi e orecchi ovunque.
Nel drammatico finale, Ma Teng dovrà affrontare i suoi ex-compagni in una lotta senza esclusione di colpi, uomo contro uomo, ghigliottine contro ghigliottine, un’estasi di decapitazioni grondanti sangue!

Il regista, Ho Meng-hua (classe 1923) è un veterano del genere, ha già diretto per gli Shaw Brothers decine di pellicole di successo, varrebbe la pena di ricordare l’adattamento del romanzo “Viaggio in Occidente/ Lo Scimmiotto” diviso in quattro film: The Monkey Goes West (1966), Princess Iron Fan (1966), The Cave of the Silken Web (1967) e The Land of Many Perfumes (1968), o classici come Vengeance is a Golden Blade (1969), Killer Darts (1968), Black Magic (1975), insomma non il primo venuto.
Il mestiere c’è, infatti, la messa in scena non ha una sbavatura, non eccede nel sangue, ed i combattimenti sono equilibrati, senza le eccessive esaltazioni tipiche di altri registi, peccato che alcune coreografie non siano proprio all’altezza per un film di questo livello.
Bravi anche gli attori, su tutti il sottovalutato (a mio avviso) Chen kuan-tai “reo” di avere un viso un pò anonimo, questa volta nel ruolo di protagonista e non di spalla ai soliti Ti Lung, Gordon Liu o David Chiang, conferma la sua classe il “solito” Ku Feng comprimario “stiloso”, avercene.

Un Film che ha prodotto anche due sequel, il primo ed ufficiale del 1977, The Flying Guillotine part 2, e il secondo ufficioso del 1978 intitolato The Vengeful Beauty.
Esistono ovviamente anche un paio di spin off (questo per farvi capire il successo che ottenne quest’arma), del 1976,  Master of the Flying Guillotine e del 1977, The Fatal Flying Guillotine.
The Flying Guillotine  Part 2,  seguito ufficiale, conta sull’apporto di protagonisti come Ti Lung e Lo Lieh,  le coreografie del grande Tang Chia, e la regia fantasiosa di due esperti che non hanno bisogno di presentazione, Chen Kang (The Twelve Gold Medallions, The Sword of Swords) e Hua Shan (Soul of the Sword e Super Inframan, un vero cult per il sottoscritto).
The Vengeful Beauty è diretto sempre da Ho Meng-hua (a quanto pare esperto in seguiti o  spin off ufficiosi), coreografie di Tang Chia e con attori del calibro di Lo Lieh (ha partecipato ad almeno tre film sulle ghigliottine), Chan Ping e Yueh Hua.
Master of the Flying Guillotine aka One Armed Swordsman vs the Flying Guillotine è lo spin off diretto ed interpretato da Jimmy Wang Yu con le coreografie di Liu Chia-liang (non mi sembra da meno, a dire il vero).
The Fatal Flying Guillotine è diretto da Raimond Lui, tra gli attori figurano Yuen Kwai, Yuen Biao, Carter Wong, anche qui il livello non mi sembra inferiore.
In ultima analisi The Flying Guillotine si può vedere come una feroce critica allo “Stato” e “al potere”, affronta temi quali la corruzione delle cariche politiche, e la lotta dell’individuo che solo si accolla il fardello che dovrebbero portare in molti.
In un certo senso Ma Teng non è molto differente dai poliziotti di “ferro” del nostro cinema, che dopo aver lottato per il sistema, si accorgono dell’errore e gli si rivoltano contro, ma come si dice in questi casi: “L’uomo che non commette errori di solito non combina nulla”.
Divertente, ben diretto e recitato, classico sicuramente, anche se personalmente preferisco gli eccessi d’altri interpreti, un consiglio: “Attenti alla testa”!

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