Laughters of the “Water Margins”

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Laughters of the "Water Margins"Del trio dei geniali fratelli Hui stavolta manca proprio Michael, lasciando così il film in mano al protagonista Mo Chun interpretato da Sam Hui e a suo fratello minore Ricky nel ruolo di Mr. Simon. A questi due geniacci si sommano le brillanti performance di Ng Man-tat “come al solito incontenibile più del solito”, una giovane Teresa Mo decisamente sensuale e carina, e una burbera Lydia Shum.

Il film è una piccola commedia delirante in costume, media e abbastanza ordinaria per gli standard di Hong Kong, il che non vuol dire che lo sia anche per quelli italici.
Infatti sembra in parte uno The Love Eterne o Beyond the Great Wall.');" onmouseout="tooltip.hide();">huangmei diao fuori tempo massimo candito di pezzi musicali folli e demenziali che lo rimandano ad un genere spento un trentennio prima. Al contempo ribolle di una comicità surreale e acidula, politicamente scorretta che tira in ballo malattie veneree, nani, medicine farlocche, adulteri, fino ad una finta sequenza horror di immediato stampo asiatico vecchio stile.

Mo Chun è il classico eroe impacciato senza macchia, un timoroso e timido ragazzone dal fisicaccio che si sta recando in città a trovare suo fratello (interpretato da Ng Man-tat). Quest’ultimo ogni giorno esce per andare al lavoro mascherato da nano e vende dei fantomatici biscotti dell’adulterio, mentre sua moglie a casa cerca continuamente di adescare sessualmente dei giovani in modo da far scattare un ricatto ben remunerativo nei loro confronti. L’accoglienza nei confronti di Mo Chun non sarà delle migliori fino a quando suo fratello capirà che può essere sfruttato per un mastodontico ricatto nei confronti di un riccone locale, tale Mr. Simon. Nella vicenda si inserisce la figura ingombrante interpretata da Lydia Shum, faccendiera guaritrice che strappa organi interni falsi ai clienti per guarirli.

Le caratteristiche sono quelle classiche di molta commedia cantonese, fatte di contrasti e fusioni di generi e sensazioni. Certo, siamo ben lontani dalla comicità sofisticata e geniale di Michael Hui, ma nonostante tutto, come già accennato, c’è la possibilità di vedere accadere qualsiasi cosa; Mo Chun che finge di strappare gli arti di Lotus e ne lancia delle riproduzioni insanguinate addosso a Mr. Simon, o la già citata sequenza horror, continui ammiccamenti sessuali, parti musicali, e l’handicap dei due fratelli che impazziscono quando assumono alcool; Mo Chun perde la testa e diviene molesto e violento, suo fratello sul finale arriva a trasformarsi in una donna baffuta. Per certi versi il film può ricordare il simile Master Wong VS Master Wong, certamente meglio diretto e curato in questo caso, ma come quel film è una piccola commedia-media piacevole e senza ambizioni illuminanti se non divertire il pubblico con tutti i (pochi) mezzi a disposizione e uno star system funzionale.
Invidiabile anche se assolutamente inavvertibile lo sciame di nomi di contorno, da Vincent Kok alla sceneggiatura, a Ronny Yu (Fearless) alla produzione fino al regista e alle due “grosse” case di produzione responsabili.

Il film è l’ennesima opera ispirata, molto lateralmente e con irriverenza, a Water Margin, uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese.

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