Loft

Voto dell'autore: 3/5
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loftReiko, una scrittrice di successo in preda ad una crisi di ispirazione, decide di trasferirsi fuori città per lavorare più serenamente al proprio racconto. Reiko però viene immediatamente incuriosita e turbata dal comportamento del proprio nuovo vicino, Yoshioka, un ricercatore dell’università di Sagami, che sta conducendo degli studi su una mummia recentemente ritrovata nella palude di Midori. Possibile che l’inquietante reperto sia dotato di poteri soprannaturali? O forse è la sanità mentale dei due protagonisti ad essere in serio pericolo?

A queste domande cerca di rispondere la sceneggiatura del film, introducendo una variegata sequela di elementi più o meno disturbanti all’interno di un’atmosfera ipnotica, sempre al confine fra sogno e realtà. Difficile davvero farsi un’idea precisa di ciò che sta succedendo, anche dopo una seconda visione della pellicola, ma gli horror di successo insegnano che non sempre questo pregiudica la buona riuscita del film. In particolare, Kurosawa è un maestro nel gestire l’ambientazione dei propri lavori e Loft non fa eccezione: gli scenari, su tutti la palude che compare in più di un’occasione, sono incredibilmente affascinanti e combinano una forte vena d’inquietudine con una genuina forma di bellezza. Nonostante il ritmo lento, è facile farsi incantare dall’ambientazione e dallo sviluppo intricato della storia, che però paga dazio in varie circostanze ad una gestione non sempre saggia della sceneggiatura, che introduce un numero considerevole di elementi, senza però svilupparli tutti in modo adeguato. E’ vero che non mancano momenti inquietanti, impreziositi da un paio di effettivi spaventi, ma nel complesso la sensazione è quella di un susseguirsi un po’ caotico di intuizioni che, seppur complessivamente curate, potrebbero e dovrebbero beneficiare di maggiore continuità e coerenza all’interno della narrazione. Vale inoltre la pena sottolineare che anche la performance un po’ sottotono degli attori non aiuta a risollevare il film da quella zona grigia di “mixed feelings” in cui lo collocano la sua peculiare combinazione di pregi e difetti.
Nel complesso Loft è quindi un film pieno di contraddizioni, che abbina ad un’ambientazione affascinante e ad un’atmosfera sapientemente costruita un numero di incongruenze nella realizzazione tecnica che lo penalizzano e lo ridimensionano alla mediocrità. Consigliato ai fan di lunga data di Kiyoshi Kurosawa ed a tutti coloro che non disdegnano i film in cui la componente estetica è più rilevante dello sviluppo complessivo.

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