Looking for Mister Perfect

Voto dell'autore: 3/5
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Looking for Mister PerfectIl grande ritorno di Ringo Lam al cinema dopo ben 4 anni di assenza (si, si, ho omesso consapevolmente la parentesi graffa americana) tra un Van Damme e un altro. Per celebrare degnamente l’evento, presiede alla produzione, la Milkyway di Johnnie To in persona. Niente noir crepuscolari o “città in fiamme” ma una commedia action sofisticata interamente poggiata sulle spalle di un esercito di attori agguerritissimi. Film davvero corale, zeppo di personaggi e sceneggiatura fitta e surreale.

Questo film è come uno spiedino, di quelli composti da tanti pezzi di carni diverse, più una fettina di peperone ogni tanto e talvolta una fogliolina di alloro. I sapori si intrecciano, si susseguono e si scontrano, così come i personaggi del film, destinati a vedere incrociare i propri destini ogni 5 minuti. Nonostante tutto anche se in modo a volte semplice semplice, alla fine tutti i nodi sembrano sciogliersi e gli snodi vengono portati a termine.

Di spirito Milkyway c’è forse ben poco (e non è un difetto) se non, cosa più apparente, un cast di volti noti della casa di produzione (Lam Suet, Ruby Wong, Simon Yam, Hui Siu-hung, Raymond Wong).

Su tutti bisogna citare assolutamente una sempre bellissima e brava Shu Qi pronta a sostenere ruoli sempre molto diversi, Simon Yam e Andy On; il primo si prende una pausa di relax dai noir più o meno duri del periodo (PTU, Moving Targets, Fulltime Killer…) per interpretare l’ennesimo gangster sessualmente ambiguo (undici anni dopo quello interpretato in Full Contact, sempre con Ringo Lam), ancora più appariscente, goffo, ridicolo e folle. Andy On (Black Mask II, New Police Story) è attualmente ancora da interpretare, è bello come va di moda ora ma al contempo è anche un eccellente atleta (fattore ormai quasi raro), ha carisma e nel film se la cava, sicuramente da tenere sott’occhio.

Shu Qi è una poliziotta virginea, ambita da due spasimanti irritanti. La sua carissima amica è una modella, entrambe vanno in Malesia per girare uno spot, inseguite dai due spasimanti e da un ladruncolo (Chapman To) testimone dell’ultima missione di Shu Qi.

Andy On e Hui Siu-hung indagano sulla vendita di un comando per il lancio di missili e sospettano di Shu Qi e dell’amica, mentre è invece coinvolto Lam Suet, manager della modella e il cinico Simon Yam e la sua cricca di cui fa parte anche la sua donna-atleta marziale. Shu Qi si innamora di Andy On, la sua amica di un fotografo a sua volta innamorato di un altro fotografo mentre Lam Suet tenta di fruire delle grazie della fanciulla (perennemente stoppato dalla moglie gelosissima), i due spasimanti insistono, mentre i cattivi danno la caccia al ladruncolo colpevole di aver rubato una valigetta fondamentale per la vendita del pezzo balistico. Alla fine di tutto questo intreccio frenetico si giunge allo stupendo scontro finale ambientato in un campo da golf e risolto a colpi di pistola. Segue un inseguimento auto-moto a colpi di bazooka e infine lo scontro corpo a corpo a colpi di machete, cocomeri, mele, durians, piante, tra petali svolazzanti, mentre piante di fiori ridono (letteralmente) e fanno il tifo per i contendenti in una fiera barocca del surrealismo puro.

Personaggi ben sfaccettati, un senso della costruzione delle gag ottimo, una regia finalmente maestosa e riuscita.

Looking for Mister Perfect è un bel film, molto divertente, assolutamente da vedere per i fans di Ringo Lam e per chi apprezza la commedia di Hong Kong, sperando che si tratti di un ritorno in grande stile e non di un colpo di coda prima della morte (cinematografica, logico!).
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