Lorelei

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LoreleiOttime la premesse. Ispirato al bestseller di Fukui Harutoshi. Dotato di un sonoro firmato Skywalker Sound. Budget elevato. Prodotto dalla Fuji TV. Interpretato dal bravo Koji Yakusho. Soggetto intrigante: Dopo Hiroshima e Nagasaki gli americani si preparano ad atomizzare anche Tokyo. Un sottomarino solitario si batte per fermare questa tragedia annunciata. E’ l’equipaggio del Lorelei, un sommergibile regalato dagli ingegneri nazisti all’esercito giapponese.

Qual’è la sua particolarità? Il mezzo in questione è dotato di una appendice simile ad un cordone ombelicale all’estremità della quale è ancorata una capsula. All’interno di essa una ragazza infilata in uno pseudo esoscheletro (come i piloti dei classici mech giapponesi) riesce ad interfacciarsi al veicolo e tramite apparenti poteri ESP riesce a produrre un sonar ad altissima precisione che porterà due vantaggi; il primo è quello di dribblare e sfuggire a missili e bombe di profondità sganciate dalle navi nemiche, il secondo è quello di pilotare con una efficentissima precisione i propri razzi. Ottimo il costume della ragazza e ottimi gli effetti speciali in 3D, buona la fotografia e la regia ma nonostante tutto il film è realmente insopportabile.

Lorelei si risolve come 128 minuti di ininterrotta propaganda e lungi da me criticare a priori un film di propaganda (che quando si pone in modo deciso contro il nemico, reo di aver gettato due atomiche sulla popolazione inerme può anche essere compresa); il problema è che la propaganda palesemente contro gli USA è portata avanti però con tutti gli stessi stilemi, la stessa banalità, gli stessi luoghi comuni e la stessa retorica del cinema “nemico” con il risultato paradossale di criticare il nemico con le sue stesse “parole” con tanto di flashback alla Titanic ma ben più falso e tendente al baro di quello di Salvate il Soldato Ryan (solo a film ultimato scopriamo che tutta la storia era un flashback raccontato da un personaggio marginale).

Un irritante film giapponese che può appassionare solo i feticisti del genere e dell’estetica fine a sè stessa.

Action figure di Lorelei:

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