Machi Action

Voto dell'autore: 3/5
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Taiwan sembra ormai il paese delle deliziose commedie agrodolci coloratissime e anche questo Machi Action naviga in quei lidi. Ma fa davvero pensare come un film del genere sia uscito proprio a Taiwan piuttosto che in Giappone visto che di quest’ultimo sembra esserne uno specifico trattato socio culturale abbastanza complesso e riuscito. Esordio del regista Jeff Chang e prima produzione di Jeff Huang, ex star musicale dei LA Boyz, narra la storia di Tie Nan (Chen Bo-lin), protagonista di una serie tokusatsu di supereroi alla giapponese. Serie che si ripete da più di un decennio senza cambi di costumi né set andando in perenne perdita di fronte ad un pubblico che non ne sopporta la ripetitività. Ma il direttore di rete continua a supportarla perché crede che per alcuni programmi non sia importante l’audience ma il loro valore sociale e “paterno”. Unico amico di Tie Nan è Monster (Qiu Yanxiang), ovvero l’attore che interpreta perennemente il villain, avvolto da una tuta da mostro gommosa che ne cela perennemente il viso. Quando la direzione del canale passerà alla figlia del boss ormai malato, questa su consulenza nipponica decide di dare una svolta al programma e riportarlo in attivo. Investe in nuove trame, effetti e attori sostituendo Tie Nan con la superstar Face (Owodog Zhuang). Inizierà per il protagonista un lungo percorso di delusioni lavorative, di riflessioni introspettive sul suo passato e sul ruolo dell’eroe nella contemporaneità, muovendosi trasversale nelle produzioni televisive locali (dai porno per il v-cinema alle televendite).
Nel mezzo, alle malinconiche origini dell’eroe unite ad una storia d’infanzia, si affiancano le vicende di un gruppo di violenti rapinatori seriali.

Film dolcissimo e sempre ai limiti del retorico, funziona e coinvolge, specie nelle sezioni più melodrammatiche, meno nella partitura comica. Commuove con l’ennesima parabola del perdente, con lo sbriciolamento del successo, dei bei tempi andati, dell’età che passa, della fuga del passato. Al contempo tutti coloro che conoscono l’universo dei super eroi giapponesi potranno coglierne le infinite e palesi sfumature; Tie Nan interpreta un kyodai hero, ovvero un eroe gigante alla Ultraman ma con una divisa simile a quella di Kamen Rider W, mentre il successivo eroe sarà invece plasmato sulle fattezze di Kamen Rider Accel (proveniente proprio dalla serie Kamen Rider W). Tra i vari mostri e villain mostrati se ne possono notare alcuni ricalcati sulle fattezze dei nemici storici di Ultraman e altri parimenti su quelli di Kamen Rider, con un gruppo palese di combattenti scheletrici della Shocker. Non è un caso che il lavoro che i due amici disoccupati si mettono a fare sia proprio aprire un ristorantino a tema; il ristorante è uno dei campi base comuni a tante serie di Kamen Rider. Uscito a Taiwan dopo un grosso tam tam e un buon passaparola di star, il film è stato mediamente stroncato dalla critica ma ha esordito bene al botteghino partendo terzo dopo The Grandmasters e Life of Pi. Uno dei motivi potrebbe essere la presenza in cameo di un nugolo di superstar molto famose che si regalano comparse di pochissimi secondi, da Jaycee Chan (il figlio di Jackie) a Vivian Hsu, Kai Ko, Vanness Wu e Stanley Huang.

Machi Action è un film inaspettato e sorprendente, una dichiarazione d’amore e al contempo un’analisi lucida dell’universo tokusatsu, avvolto in una storia che non sempre convince, ma coinvolge e commuove.

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