Magic Boy

Voto dell'autore: 4/5
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Magic BoyUn paio d’anni fa uscì The Prestige di Nolan, sfida negli anni di due prestidigitatori con conseguenze cupe, luttuose e “fantascientifiche”, straordinaria opera di scrittura e di racconto colpita dall’eutanasia hollywoodiana capace di rendere anche il film più riuscito come un raccontino per minorati mentali bisognosi di contini segnali sensoriali atti alla spiegazione di ogni singola scelta registica. Che c’entra The PrestigeMagic Boy parte da lì in parte. Infatti ci troviamo di fronte allo stesso pretesto narrativo ovvero la sfida continua di due maghi con premio in palio una ragazzina commessa in un negozio di pelletteria. Non ci sono però svolte cupe, eventi luttuosi o violenza di sorta. Magic Boy è una commedia agrodolce adolescenziale a tratti melodrammatica in cui la magia diviene dapprima elemento base che promuove l’interesse nella ragazzetta di turno e successivamente elemento di immaturità ed ostacolo all’interno del rapporto.

Un film a bassissimo budget prodotto da un euforico e mecenate Eric Tsang opera seconda di un giovane regista, film minuscolo e intimo, libero e sperimentale, caldo e dolce, simile a tanti film romantici provenienti dal Sol Levante. Film come questo fanno ben sperare in un futuro per il cinema di Hong Kong che esuli dai soli blockbuster ad incasso sicuro e che permetta ancora la produzione di ottimi e riusciti piccoli film come questo. Coloratissimo, zuccheroso, pop, invaso di attori giovani e alternamente bravi ma funzionali, in una storia semplice ma assolutamente funzionante. Il regista, come si faceva un tempo, ovvia ai limiti di budget abbondando di invenzioni; se un tempo le invenzioni erano prettamente di regia e montaggio ad oggi il digitale anche utilizzato in maniera assai semplice può permettere, a chi ne ha le capacità e l’inventiva, di regalare momenti straordinari. La sequenza in cui i ragazzini interagiscono con gli spettacoli pirotecnici, la risoluzione finale, le tante invenzioni candide, la capacità di raccontare i caratteri con tatto e intimità, regalano a questo film una nobiltà e dolcezza esemplari. Una piccola opera da vedere per scoprire ancora angoli di libertà filmica.

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