Mai-Chan’s Daily Life: The Movie

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Waita Uziga è un genio dell’illustrazione e uno dei maggiori rappresentanti del genere ero-guro, ovvero manga in cui poca storia (ma non sempre) e un’idea forte (spesso) accompagnano tonnellate di tavole shock a base di sesso e violenza estrema. Mai-Chan’s Daily Life è una delle sue opere più acclamate e brutali. Fino a che in questo 2016 particolarmente frizzante per il cinema Giapponese, a ricordarci che questo paese è anche la patria di tutto un sottofilone di v-cinema che degli estremi ha fatto il proprio motivo di vanto, ne è arrivata la riduzione live action. E siamo esattamente dentro a quel cosmo a budget risibile e ad alto tasso di trauma come nel cinema di Daisuke Yamanouchi, nei Guinea Pig, in Tumbling Doll of Flesh et similia.
Mai-chan è una maid che possiede il potere rigenerativo del proprio corpo. Quindi il padroncino quotidianamente ne abusa, la ferisce e la fa a pezzi. Un giorno arriva una seconda maid che scopre di provare un forte impulso sessuale di fronte allo smembramento della “collega”.
La differenza con i titoli citati precedentemente è che Mai-Chan’s Daily Life non ha alcun merito cinematografico. Nessuno. Regia amatoriale e sgrammaticata, ritmo inesistente, continui zoom digitali per ovviare alla carenza di girato, color correction pietosa e inspiegabile, audio pessimo, pochissimo sesso che non giustifica la scelta di note pornostar come attrici e tre quarti d’ora per arrivare all’ovvio bagno di sangue estenuante e poco ispirato. Un torture porn all’ennesima potenza ma privo di ogni afflato di vitalità. Film pessimo e indifendibile. Peccato.

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