Malam Jumat Kliwon

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Malam Jumat KliwonI fantasmi indonesiani sono dei fracassoni incredibili. Quando compaiono vi è improvvisamente un gran fragore di timpani e piatti, quando camminano strisciando alle spalle di qualcuno sembra che un esercito di lumache si stia apprestando ad attaccare e quando le loro gelide manine agguantano colli, polsi o spalle una sghemba nota di organo arriva a squarciare il silenzio. A parte queste ovvietà nella realizzazione degli effetti sonori, che fa levare più di uno sbadiglio, non si può dire che Koya Pagayo, regista del curioso Panggil Namaku 3x e specializzato nel realizzare degli horror adolescenziali, sia un cagnaccio assoluto. Bisogna infatti dargli atto dell’attenzione rivolta alla sostanza e che l’unica cosa a cui tenga sia portare a casa un prodotto di assoluto intrattenimento, sia quando si firma Pagayo che quando usa altri pseudonimi (Nayato e Ian Jacobs) per gli altri produttori.

Le premesse di Malam Jumat Kliwon sono infatti liquidate in fretta: nei primi dieci minuti si fa conoscenza con i quattro protagonisti che come la quasi totalità dei ragazzi protagonisti degli horror del mondo adorano ballare, sballarsi e amoreggiare. Per ironia della sorte questa premessa che è estranea alla incredibile ripetitività dei restanti settanta minuti del film è la parte più asfissiante ed è risolta con un imbarazzante uso del fast forward, tecnica di cui Pagayo aveva fatto già pessimo sfoggio in Panggil Namaku 3x. Tutto ciò avviene quando i ragazzi si ritrovano in fuga dalla polizia e finiscono per imbattersi in una quinta protagonista (Vina) e segna il momento più brutto e povero del film. Costretti a fermarsi dalla rottura dell’auto, sono ovviamente guidati in un ospedale infestato dalla spaventatissima Vina ed è qui che il film si annoda su se stesso. Prima dei titoli si era visto come una donna accusata di stregoneria avesse portato alla morte tutto il personale dell’ospedale e i suoi occupanti. Questo incredibile esercito di morti è diventato con gli anni un incredibile esercito di fantasmi. La cosa non sembra vera al regista che l’unica cosa che si sente in dovere di fare dall’inizio alla fine è mostrarci continue apparizioni fantasmatiche, con il tutto svolto all’insegna della furberia più assoluta: in un singolo ambiente e con luci intermittenti e inquadrature stranianti dal basso abusate a dismisura.

Doveroso citare tra le apparizioni il nugolo di infermiere zombie non solo affascinanti graficamente, ma memori di Silent Hill, fanno il loro figurone nel battaglione di fantasmi. L’unico vero problema è che il battaglione di fantasmi sembra innocuo per buona parte del film, visto che tutto quello che fa è spaventare, afferrare e lanciare i ragazzi a destra e sinistra e bisogni aspettare quasi la fine per vedere un po’ di azione vera.

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