Mega Monster Battle: Ultra Galaxy

Voto dell'autore: 4/5
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Ultra GalaxyRiassunto per chi era distratto. Dopo il bel Ultraseven X, la successiva serie (in realtà miniserie), Ultra Galaxy Mega Monster Battle, ha spostato il proprio baricentro nello spazio, inserendo un nuovo “Ultraman” azzurro e un’estetica plasticosa in digitale poco convincente. Visto l’imprevedibile successo è stata subito prodotta una seconda serie, Ultra Galaxy Mega Monster Battle: Never Ending Odyssey, legata alla precedente e sempre di ambientazione spaziale. Entrambe erano destinate alla televisione pay-per-view. Dopodiché è uscito il film di cui stiamo parlando, Mega Monster Battle: Ultra Galaxy, direttamente vincolato alle due serie. Il film era un colossal distribuito nientemeno che dalla Warner Bros e si è trasformato in un campione di incassi locale.
I motivi riscontrabili sono molti; innanzi tutto la coesistenza di praticamente tutti i vecchi Ultraman di quaranta anni di storia e di un numero elevatissimo di creature nemiche passate, a decine. Inoltre il legame diretto con la serie, la presenza di attori vecchi e nuovi ormai fissati indissolubilmente alla franchise. E poi la proposta di un nuovo Ultra uomo, Ultraman Zero, straordinaria opera di character design e del villain di turno, un ottimo Belial, Ultraman deforme, violento e potentissimo. Ma non solo; rivelate origini e trame secondarie dell’epopea a dir poco rivoluzionarie, presenti re, madri, padri e personaggi laterali della saga. Infine l’ambientazione base, ovvero la Nebula M78, il pianeta degli Ultraman, interamente abitato da creature simili con uno strano effetto visivo quasi perturbante; immaginate di andare al bar o all’asilo e di trovarci solo “ultra uomini”. A parte i motivi filologici o di pancia, l’opera si eleva per la straordinaria partitura tecnica, per una regia complessa e dinamica, per un’ottima effettistica, per una buona sceneggiatura, ritmo e potenza visiva fuori dal comune che lo rendono senza ombra di dubbio il miglior film di Ultraman da almeno un decennio.
Un accecante giocattolo accattivante e refrigerante, percosso da colori acidi, duelli dinamici e pervasi da stile e pose, scontri apparentemente senza speranza, in una cura visiva assolutamente rigenerante.

Belial evade da una prigione spaziale, congela l’intera Nebula M78 con tutti i suoi abitanti e si muove per conquistare l’intero universo con l’aiuto di decine di kaiju resuscitati dal cimitero dei mostri. Solo Ultraman Mebius è scampato alla guerra e deve far fronte alla battaglia finale. Per questo chiederà l’aiuto degli umani della ZAP SPACY (i protagonisti della serie) e di un Ultraman esiliato a causa della sua tentazione verso il male; ora vive in un pianeta deserto, dove costretto da una armatura che ne limita i movimenti è obbligato a forgiare il proprio spirito e la propria forza ai fini del bene; si tratta di Ultraman Zero, nientemeno che il potentissimo figlio di Ultra Seven.

Seppur penalizzato dai limiti che al contempo sono i suoi pregi (ovvero tutti i legami con 40 anni di franchise) il film si rivela come opera straordinaria per il grande pubblico, un oggetto di intrattenimento onesto e imperdibile, un buon canale preferenziale per trovare finalmente ingresso nell’universo di Ultraman o -nel caso- di goderne un ennesimo tassello.

 

 

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