Mirrored Mind

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Il Festival coreano di Jeon-Ju ha inaugurato nell’anno 2000 un progetto interessante, anche se purtroppo poco visto. Digital shorts by three filmakers è una serie di film che raggruppa i migliori registi del panorama orientale, tre per volta, e dà loro carta bianca invitandoli a sperimentare le “nuove” tecniche digitali.

Firmato da Ishii Sogo è Kyoshin – Mirrored Mind, un mediometraggio di una quarantina di minuti che si discosta nettamente dalla vena punk degli ultimi due film per ritornare alle atmosfere soprannaturali/psicologiche di film come Angel Dust e Labyrinth of Dreams.
La storia, autobiografica, narra a grandi linee della depressione di un’ attrice che perde improvvisamente la voglia di vivere e del suo tentativo di suicidio che si conclude con un’esperienza “paranormale”. Il risultato è un film difficile da inquadrare, che oscilla pericolosamente tra il ridicolo e il disturbante. Da una parte assistiamo per lunghi minuti alle confessioni dell’attrice (Miyao Ichikawa) davanti alla videocamera, con un senso insistito di cinema veritè, o di reality show, dall’altra un largo uso di immagini dal respiro mistico, pastorale, che sembrano più che illustrare o spiegare qualcosa, puntare al cuore profondo dell’emozione.

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