Missing Person

Voto dell'autore: 4/5
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Certa gente vale meno di un cane. Pestato, sfruttato, deriso, il mostruoso Gyoo-nam è l’ultimo anello di una catena di abusi e frustrazioni perpetrata all’interno di una società disumanizzata, malata e fedifraga che ruota attorno all’apparenza e al denaro. La sua inutile esistenza si confonde con quella dei cani scomparsi, delle persone scomparse, facendosi a sua volta carnefice, chiudendo il cerchio del sistema/serpente che si morde la coda.

Un film crudo senza tanti fronzoli, spesso insostenibilmente spietato, che trova la sua più solida base di realtà in una trafila di loschi figuri graniticamente bastardi, interpretati con grande trasporto: dal protagonista – idolo istantaneo con la sua presenza fisica deforme e il suo incedere cencioso e svuotato – al capetto fascistoide, dalla ragazzina ossessiva all’amante che preferisce il cane alla figlia, dai bambini insensibili ai dipendenti scansafatiche.

Qui a nessuno è concesso il riscatto né tantomeno la redenzione, è la morte degli ideali e di ogni speranza, l’insoddisfazione e il materialismo regnano incontrastati, e le varie personalità sono profondamente problematiche, più di quanto le apparenze lascino intendere.

Assistiamo passivamente ad abusi, ingiustizie, violenze, omicidi e devastazioni soverchiati da un senso d’impotenza annichilente.

Un film piccolissimo, ma imprevedibile, deprimente e di una potenza dirompente da amare in maniera incondizionata.

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