Model from Hell

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Model from hellQuesto film dimostra o meglio, mostra, come ad Hong Kong si facessero -nemmeno troppo tempo fa- tanti film e non tutti riusciti, ma anche una massa di brutti prodotti era sintomatica della vitalità di un’industria. Che cos’è, o meglio, cosa vorrebbe essere questo Model from Hell?. Tenta di uscirne fuori come un horror ma riesce ad entrare sicuramente in un’ideale classifica tra i peggiori film mai prodotti nell’ex colonia inglese. Cascarci è facile e questo film è la totale dimostrazione di come lo star system sia la base stessa di un’industria cinematografica. La presenza di Maggie Q (alle prime esperienze sui set) e di Simon Yam, uniti ad una cover tanto intrigante quanto trash,  possono attrarre l’ignaro spettatore. La (non) storia è la seguente:

Un uomo accoltella Maggie Q, la incendia e si getta tra le fiamme. John (Gabriel Harrison) e il suo compare Dan (Cheung Chi-gwong) sono due sfigati playboy da spiaggia e li vediamo debuttare lanciando bottigliate di urina(!!!) addosso a delle ragazze. Entrano in un’agenzia di modelle solo per “cuccare” (gergo Paninaro) e incontrano Anna (Maggie Q) una super modella sulla cresta dell’onda. Altre sono gelose di lei soprattutto quando Anna si accoppia con Leon Li (Simon Yam). Si scopre che Anna ha degli strani poteri (mai ben spiegati oltretutto) e le spunta una seconda testa mostruosa, a volte possiede il dono dell’ubiquità, oltre a servirsi dei due playboy come schiavetti e a indurre le sue rivali a farsi esplodere da sole la testa con la pressione delle proprie mani.

In una deriva della non sceneggiatura, con una regia piatta e amatoriale, e degli effetti “speciali” (due gocce di lattice e due di sangue, una pallina di plastilina da trucco, un pò di gelatina e tanto nylon) raramente così poco speciali, lo spettatore cerca di ancorarsi a Simon Yam (PTU, The Mission) che spesso si è infilato in prodotti del genere di serie sotto Z (almeno però un film come Bloody Friday dei guizzi di follia e originalità li aveva) ma stavolta recita molto imbarazzato proprio come Maggie Q, bellissima ma intimidita e restia a mostrarsi anche nelle sequenze di sesso. Le musiche invadenti e  paranoiche ondeggiano tra sonorità stile Goblin e altre alla Tabular Bells. Uno di quei film che fa perdere un pò le speranze riguardo all’horror made in Hong Kong, stavolta c’è davvero poco da salvare. Maggie Q (Naked Weapon, Gen-Y Cops), reale modella nella vita è stata avvicinata dal produttore quasi casualmente per interpretare il ruolo nel film. Il tutto sa di film buttato lì ed improvvisato. E la visione non conferma che questa impressione.

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