Monster Hunt 2

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Visto il successo de Il Regno di Wuba, edito anche in Italia, non tarda ad arrivare, pochi anni dopo ma non così in fretta il logico sequel.

Va contestualizzata l’importanza di mercato del film. Monster Hunt (il titolo anglofono) è stato alla sua uscita il maggiore incasso della storia in patria, successivamente bissato nei due anni successivi da altri titoli fortunati ai botteghini. Film qualitativamente medio ma che per motivi di cui abbiamo già scritto andava ad occupare un posto di svolta all’interno del blockbuster locale.

Tre anni dopo, la saga di Raman Hui, noto per il suo lavoro a Hollywood come co-regista di Shrek 3 (atto su cui ha lavorato il marketing italiano e probabile unico motivo per la sua distribuzione nel nostro paese) torna con un sequel in cui sembrano raddrizzati tutti i dubbi e le remore qualitative fatte sul primo capitolo, donandogli maggiore personalità e un carattere sicuramente più sentito e partecipe.

Il risultato è un blockbuster dall’anima profondamente cinese ma dalla resa esplicitamente internazionale che piacerà ancora di più ai fans del precedente e alimenterà la stessa polemica nei genitori ansiogeni che già avevano esternato profonde remore per i temi non totalmente anestetizzati e inoffensivi che abbondavano nel primo titolo pur essendo esplicitamente un film per ragazzini.

L’aver poi aggiunto un attore del calibro di Tony Leung Chiu-wai e varie citazioni, tra cui quella plateale al classico God of Gamblers, unite ad un taglio più dinamico e moderno hanno creato un sequel che ha quasi bissato gli incassi del primo capitolo (si parla di circa 300 milioni di euro) e al contempo si è rivelato opera riuscita e ormai iconica all’interno del cinema cinese a caccia di simboli e immaginari fortemente riconoscibili.

Tre anni di produzione, effetti digitali dati in mano a decine di agenzie inclusa l’americana Industrial Light and Magic, una proiezione fuori competizione a Berlino, l’uscita durante il capodanno cinese per il film, al momento dell’uscita, più costoso della storia per un titolo non anglofono.

Effetti speciali più competitivi, sceneggiatura più affilata, invenzioni riuscite, ritmo e regia più calibrati. Monster Hunt 2 a differenza del primo è un blockbuster puro e cristallino totalmente competitivo, anche a livello di struttura e resa, con il cinema del resto del mondo pur mantenendo una personalità riconoscibile e personale.

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