Mortuary Blues

Voto dell'autore: 3/5
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Jeff Lau è un genio e questa dichiarazione sorge oltretutto spontanea in seguito alla visione di un film minore. Mortuary Blues è un horror comedy che sgorga direttamente  dalle fantasie dell’ormai classico Mr. Vampire, ma nonostante non sia nè tra i migliori film del regista in generale nè solo tra i suoi horror più riusciti (Out of the Dark e Operation Pink Squad II per citarne due) ha del sorprendente. Il segreto, o meglio i segreti, per la riuscita sono più di uno; il primo è che anche di fronte ad un non-soggetto il regista riesce a lavorare di contrasti e con estrema libertà, permettendosi anche insospettabili echi Carpenteriani del tutto rispettosi e competenti, alternando con una sfacciata spontaneità elementi opposti, risate e gelida violenza in maniera inedita e personale, impossibili al di fuori dell’universo “Hong Kong / in quel momento”. Al contempo come in altri suoi film (v. Thunder Cops II) a fronte di una storia leggera e sgraziata, priva di un grosso interesse riesce ad infilare almeno un momento e mezzo di altissimo cinema. Il primo si presenta durante la lunga, estenuante, frenetica scoperta dei vampiri imprigionati nel sottosuolo e nel loro relativo risveglio. In un ambiente spazialmente limitato 5 personaggi e altrettanti vampiri si rincorrono e cacciano, catturandosi, eludendosi fino a scoprire che è la presenza della luna a permettere il movimento delle creature. Ha inizio quindi un carosello vorticoso in cui il passaggio delle nuvole di fronte alla luna e un continuo strip tease dei protagonisti atto a procurarsi abiti per coprire la testa dei vampiri (e quindi celare la luna per immobilizzarli) diventa un assolo di regia e montaggio come solo Jackie Chan e soprattutto Tsui Hark e soci (in Peking Opera Blues, Diary of a Big Man, Shanghai Blues…) erano riusciti a fare. Al culmine della sequenza uno dei protagonisti scopre che un vampiro femminile può essere bloccato carezzandole il sedere, semplice pretesto per un nuovo funambolico circo di corse, inseguimenti e risoluzioni. L’altra sequenza è splendidamente svolta sott’acqua, con un duello tra due protagoniste e un vampiro subacqueo dai capelli bianchi, lirica e tesa.

In un inspiegabilmente ricco paese su cui grava una maledizione antichissima giunge una troupe di Opera per festeggiare un anniversario folkloristico mentre dei poliziotti (capitanati da Yuen Kwai che oltre a recitare, produce e coreografa le sequenze d’azione) sospettano che dietro la ricchezza del paese si celi un traffico di droga. Naturalmente il gruppetto (attirato da fantomatiche notizie su un tesoro nascosto) risveglierà uno sciame di vampiri imprigionati pronti a fare strage di abitanti, salvo poi tentare di rimettere le cose a posto e bloccare definitivamente i succhia sangue tra funamboliche sequenze action, battute e gag a sfondo sessuale e make up di bassissima lega. Sono della partita anche una brava, sgraziata e dotata di infinita autoironia Sandra Ng (Golden Chicken, Juliet in Love) e Lowell Lo (Chicken and Duck Talk). Jeff Lau, anche di fronte ad un film totalmente imperfetto come questo si dimostra grandissimo autore e cineasta finissimo, il vero angelo sepolto del cinema di Hong Kong, assolutamente da (ri)scoprire per donargli il posto che merita nella storia.

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