
Titolo alternativo: Big Scene
Titolo originale: Baksuchil dde ddeonara (Esci di scena
durante gli applausi)
Cast: Cha Seung-won, Shin Ha-kyun, Kim Ji-soo, Jeong
Jae-yeong, Shin Goo, Jeong Dong-hwan, Kim Jin-tae, Gong
Ho-seok, Jeong Gyu-su, Lee Han-we, Lee Yong-ye, Ryu Sung-ryong,
Lim Sung-dae, Jang Yeong-nam, Park Jeong-Ah, Hwang Jeong-min,
Lee Hae-yeong, Park Seon-woo, Kim Ji-seon, Kim Ji-kyeong,
Shima Hideomi, Hayashi Chieko
Sceneggiatura: Jang Jin
Distributore: Cinema Service
Investimenti: Cinema Service, CJ Entertainment, Chungmuro
Fund
Progetto: Film It Suda
Produzione: Another Sunday
Produttore: Kim Woon-ho
Fotografia: Kim Jun-yeong
Luci: Jeong Yeong-min
Direttore artistico: Kim Hyo-sin
Costumi: Han Hye-suk
Coordinatore stunt: Choi Mun-huan
Mixerista: Lim Hyeong-geun
Montaggio: Kim Sang-beom, Kim Jae-beom
Musica: Han Jae-kwon
Suono: Choi Tae-yeong
CG: Ryu Soi-jeong/Sunny
Marketing: Kim Jin-yeong
Primo assistente regista: Ra Hee-chan
Scrittore: Sim Ah-jeong
Data di uscita coreana: 11 agosto 2005
Affluenza: 1 934 144 biglietti (all'11 settembre
2005)
35 mm, 1.85:1, 118'
Quante volte un fatto di cronaca viene analizzato
dai mezzi di informazione, scandagliato, sminuzzato e passato
al vaglio in ogni sua più piccola particella subatomica alla
ricerca di "esclusive", particolari strappalacrime
o che coinvolgano comunque la sensibilità dell'opinione pubblica?
Anche dalle nostre parti, troppe. Corea: un omicidio, un sospettato,
un interrogatorio mandato in onda. Queste le premesse di un
azzardato connubio tra reality show e indagine poliziesca,
critica divertita e intelligente alla spettacolarizzazione
del crimine. Ma il baricentro del film è altrove, e la prima,
impressionante sequenza in picchiata su e giù da una gru schiarisce
immediatamente le idee a riguardo con un messaggio metafilmico:
"siete in un grande circo, fatevi trascinare dal vortice
ininterrotto delle situazioni!"
Adattato da Jang Jin da un suo spettacolo
per il palcoscenico (stesso titolo, 2000, con Choi Min-shik),
Murder... tradisce in ogni momento l'impianto teatrale
originale, senza peraltro tentare mai di nasconderlo. Ne sono
un esempio lampante i dialoghi serrati, le innumerevoli scenette
episodiche, l'impostazione realistica della recitazione e
le location esigue. Tuttavia il pericoloso esperimento è andato
per il meglio, dal momento che l'umorismo cerebrale, l'inventiva
e lo stile del regista hanno avuto un peso decisivo. Jang
Jin è impareggiabile nel frullare insieme più generi filmici
in cui affogare personaggi bizzarri e storie ai confini della
realtà, non tanto nei contenuti, quanto nell'atmosfera sospesa
e surreale.
Tra il vorticare di ispettori, sospettati,
testimoni, presentatori e produttori, protagonista assoluto
rimane Cha Seung-won, dopo Blood Rain finalmente uscito
dal tunnel dei ruoi comici, il quale, sebbene scelto di ripiego,
ha dato prova di una grande versatilità nel dare corpo a un
insolito personaggio burbero e "cool" e allo stesso
tempo dalla forte caratterizzazione grottesca e ironica. Tra
i ruoli minori, il sempre più bravo Shin Ha-kyun - particolarmente
a suo agio nei ruoli da esaurito -, la bella Kim Ji-su - portata
alla ribalta da This Charming Girl -, il grande Jeong
Jae-yeong - un affezionato del regista in un divertente cameo
che ruba la scena - e, nei panni di un poliziotto disilluso,
il veterano Shin Goo, in splendida forma e impresso indelebilmente
nella memoria di chi l'ha visto in Ruler of You Own World.
Passando agli aspetti tecnici, non bisogna
aspettarsi un grande lavoro artistico o innovativo, ma tutto
lo staff lavora adeguatamente. La colonna sonora accompagna
discretamente, irrompendo di tanto in tanto con diversi arrangiamenti
dell'ottimo tema principale, ereditato dalla versione teatrale.
Le scenografie luminose, ultramoderne, curatissime, sottolineano
adeguatamente l'ambiente televisivo e danno un respiro più
ampio ai movimenti degli attori.
Purtroppo l'impostazione teatrale particolarmente
fitta di dialoghi può stordire, la mancanza di un genere di
riferimento può disorientare, l'apparente gratuità di alcune
trovate può spiazzare, e se aggiungiamo la pressochè totale
assenza di azione e la velocità con cui vengono messi in campo
e abbandonati personaggi e sequenze, è facile capire come
la visione potrebbe risultare fastidiosa per gli spettatori
non preparati. Tuttavia non ci sono mezze misure con Jang
Jin: o lo si ama spassionatamente o lo si odia con tutte le
forze.
Attore, scrittore di sceneggiature teatrali
e cinematografiche e produttore, col discreto successo di
Someone Special
- una love story raccolta, anomala ma deliziosa -, Jang ha
saputo risollevare le sorti della propria casa di produzione,
regalandosi l'occasione non solo di disporre di un budget
medio-alto per questo film (frutto soprattutto del sostegno
della Cinema Service), ma anche di finanziare un altro suo
grosso progetto e affidarlo alle abili mani del promettente
Park Gwang-hyun: Welcome to Dongmakgol.
Fresco e brioso o verboso e traballante che
sia, Murder... rimane inequivocabilmente un pezzo
di cinema della penisola coreana di tutto rispetto. Costituito
in parti uguali di pungente satira, di commedia noir e di
melodramma soprannaturale, tratteggia con sapienza personaggi
a tutto tondo che, tra le risa e le urla, tra interrogatori
ed esorcismi, vivono di vita propria in un grande circo, trascinati
dal vortice ininterrotto delle situazioni. Proprio come nella
realtà...
A cura di Mark 3

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