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MYSTERIOUS OBJECT AT NOON

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di Apichatpong Weerasethakul, Thailandia, 2000

Titolo originale : Dokfa Nai Meuman
Interpreti :
Somsri Pinyopol, Kannikar Narong, Chakree Duangklao, To Hanudomlap.
Sceneggiatura : Apichatpong Weerasethakul
Direttore della Fotografia : Prasong Klinborrom
Produzione : Apichatpong Weerasethakul
Data di uscita : 2000
83'

Fusione tra documentario e finzione - Cadavere squisito (vecchio divertissement surrealista).
Il montaggio gioca a confondere lo spettatore spostandolo continuamente da un piano che si presume documentaristico, "vero", a un piano finzionale, "falso", creando rapporti imprevisti e impossibili. Su e giù, dentro e fuori come in un quadro di Escher, contando su scale e gradini impossibili.

Le didascalie che legano le sequenze appaiono via via sempre più ironiche, fornendo collegamenti narrativi che testimoniano con la loro invadenza -volutamente- un po' goffa un obbligo "alla storia", "allo storificare": ma il flusso di immagini (anche casuale) è già abbastanza interessante di per sè per essere lasciato così come è stato ripreso. L’ultima sequenza del film corrisponde alle ultime immagini riprese dalla 16mm prima della sua rottura.

Il primo film "lungo" di Weerasethakul è insomma una sorta di esperimento per dimostrare empiricamente che NON vi è necessità di una storia o che ci sono infinite storie; e ancora che le immagini (fisse o in movimento che siano) contengono già una storia in sè stesse che il montaggio trasforma inesorabilmente in narrazione "ulteriore". Paradossalmente (nonostante cioè le premesse da film "sperimentale") è un film di grande scorrevolezza, godibilissimo nonostante l'estrema reticenza del regista nel "raccontare per comunicare un messaggio" che conduce a una verifica continua della sceneggiatura: la storia attende continuamente (attenderà per sempre) di venire confermata così come lo spettatore.

"L'oggetto misterioso" di Apichatpong Weerasethakul è un piccolo gioiello che appassionerà soprattutto gli scavatori di cinema sperimentale: ma è vivamente consigliato anche a chi vuole tastare con i propri occhi da dove è partito il percorso/discorso cinematografico del regista di Blissfully Yours e Tropical Malady.

A cura di Paolo Balmas


 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

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