Naked Soldier

Voto dell'autore: 3/5
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Naked-SoldierEsiste un genere sotterraneo del cinema mondiale basato su donne forti e poco vestite che si danno all’azione balistica o marziale. Un genere che nel 99% dei casi ha prodotto film qualitativamente pessimi (un po’ come il cinema degli zombie) ma spesso ottimi intrattenimenti o golosi guilty pleasures per un pubblico di affezionati. In Asia, nonostante esempi significativi sbocciati un po’ ovunque (dai pinky violence ad alcuni wuxia particolarmente ispirati) il film simbolo sembra esserne Naked Killer, titolo che riassumeva in toto la “perfezione” del suddetto genere impiantato in Asia; grandi sequenze d’azione ottimamente coreografate, regia sontuosa, fotografia ricercata, commistione di comicità, grottesco, grandguignolesco, ironia grassa, erotismo bagnato di pudicizia. Caduto in piena age d’or del cinema locale e prodotto da un -al tempo- lungimirante Wong Jing che ne donava la regia al talentuoso Clarence Ford, si produceva così quel rarissimo mélange di elementi capaci di produrre un pioniere. Da allora ogni 10 anni esatti Wong Jing ha prodotto un film appartenente alla franchise, affidandolo ogni volta ad un regista diverso ma tenendo le redini in fase di scrittura, riproponendo un soggetto praticamente ogni volta identico. Se nel 1992 usciva quindi Naked Killer (che affermava il talento della divetta Chingmy Yau) nel 2002 toccava a Naked Weapon, sorta di versione patinata ed elegante della stessa storia ma diretta dal veterano delle coreografie Ching Siu-tung (Storia di Fantasmi Cinesi); il film è un continuo buco di sceneggiatura ma cosparso di ottime attrici/modelle, di una regia ricercata, aerea, stilizzata e virtuosistica, permeata di un dinamismo e di una resa da spot pubblicitario d’essai. Difendibile, nonostante tutto.
Nel 2012, dopo una travagliatissima produzione di quasi 4 anni ecco uscire questo Naked Soldier. Errore numero uno, dare la regia in mano al montatore Marco Mak Chi-Sin che non è un regista all’altezza dei due precedenti. E tutta l’accozzaglia di nomi enormi del cinema dell’ex colonia (Sammo Hung, Anthony Wong e Andy On tra gli attori, Yuen Kwai e Yuen Tak alle coreografie marziali) non riescono a restituire un prodotto degno dei predecessori. Nonostante alcune sequenze ispirate, il basso budget non è più ottimizzato dall’ingegno come nel primo film e non ha una resa epica e ricercata come il secondo. C’è poco perturbante, poco sesso, poca violenza e anche la storia sottointende troppo senza approfondire, specie tutta la zona narrativa relativa all’addestramento e all’isola rifugio di Madame Rose.

Un poliziotto (Sammo Hung) sconfigge una gang e sequestra una mastodontica quantità di droga. La sera del compleanno di sua figlia, per rappresaglia, lui viene ferito e la famiglia sterminata. La figlia sarà rapita dalla mandante della strage, Madame Rose, una leader che raccoglie fanciulle, le porta in un’isola bunker dove fa loro il lavaggio del cervello per poi addestrarle a divenire killer perfetti da inviare in delicate missioni criminali in giro per il mondo. Decenni dopo, il poliziotto aiutato dai colleghi cerca di ritrovare sua figlia e di sconfiggere Madame Rose.

Purtroppo il film è l’ennesima conferma dell’estinzione di un modo di fare cinema. Naked Soldier appartiene ad un’altra era e anche se ammicca più volte ad un passato glorioso il tutto sembra più una sterile emulazione che altro. Quello che ne esce è una riflessione che ci porta a dire che Naked Soldier rispetto a Naked Killer è come The Forbidden Legend: Sex & Chopsticks rispetto a Sex & Zen, ovvero un’operazione nostalgia mediamente falsa e modesta.
Tra le varie divette lanciate e confermate dal film (elemento non sottovalutabile all’interno di queste opere) va menzionata solo la gradevole Jennifer Tse, sorella del noto Nicholas Tse, nei panni della protagonista.

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