Nezulla

Voto dell'autore: 2/5
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In un laboratorio, degli scienziati hanno lavorato su delle cavie. A causa poi di un virus letale liberatosi e che sta infettando la popolazione, l’edificio è stato abbandonato. Ma in loco ha costruito il proprio “nido” un ratto gigante mutante e bipede, dalla insaziabile fame di carne umana. Vengono quindi mandati nel luogo per cacciare la creatura una squadra di soldati americani e un combattente giapponese. Nel frattempo in ospedale si svolge una sezione sentimentale melodrammatica che vede il confronto tra un medico e un’amata infettata dal virus.

Non male l’inizio di Nezulla; dichiara fin da subito il basso budget e le limitate ambizioni (è girato per il mercato del video casalingo), ma gratifica con la realizzazione gommosa e old school della creatura. Ma in breve tempo purtroppo mostra anche i propri limiti. Non si capisce quanto volontariamente il film sembri un tipico horror statunitense degli anni ’80, con creature gommose e soldati armati privi di grazia e capacità recitative, film realizzati all’epoca per un pubblico locale di poche pretese e un pubblico internazionale incantato dall’estetica anabolizzata e “arrogante” all’americana. Peccato che l’accumularsi di sordidi clichè e di un briciolo di polemica nazionalista (smentita in un nanosecondo) sia ancor più affossata da del digitale che ad ogni proprio intervento lascia basiti di fronte a tanta povertà. Alla fine il reparto di effettistica classica batte abbondantemente quello di grafica digitale e il film, banale e statico, regala ben pochi momenti di alta emotività se non un paio di risvegli all’apparire della compiaciuta creatura.

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