Oasis

Voto dell'autore: 5/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,75/5: 4 voti]

A buona ragione Oasis, alla sua uscita, ha fatto incetta di premi a tutte le latitudini. Ritroviamo in quest’opera  la coppia Sol Kyung-gu  e Moon So- ri, già interpreti di Peppermint Candy dello stesso Lee Chang-dong.

Questa volta Sol Kyung-gu è Jong-du, giovane disturbato con un chiaro ritardo mentale di cui nessuno sembra accorgersi o di cui tutti, compresa la famiglia, se ne fregano. Durante una delle sue giornate da svitato decide di incontrare Gong-Ju (Moon So-ri); come nella scena metacinematografica dell’inseguimento della troupe al lavoro, così Jong-du, invadente, odioso, violento, fa irruzione nella vita della giovane donna disabile.

Lee Chang-dong ci risparmia il solito buonismo che  si accompagna alla presenza di un disabile sul grande schermo e ci presenta il protagonista maschile di questa storia d’amore come uno sfaticato, poco di buono, tranne poi riscattarlo affidandogli la felicità della dolce Gong-Ju per la quale farà quello che, romanticamente, tutte le donne si aspettano dal proprio uomo. La solitudine a cui sono abbandonati e abituati i due protagonisti agevola i loro incontri e il loro amore grazie al quale la coppia si libera dall’umano troppo umano che li giudica, li condanna, li bastona e Gong-Ju lascia la sua sedia a rotelle per danzare e divertirsi con il proprio amato. Anche stavolta Lee Chang-dong riesce a dipingere sapientemente le mille sfumature dell’animo umano; una battuta, uno sguardo che indugia, e abbiamo il ritratto di una famiglia, e quindi di una società, per la quale la diversità è una fastidiosa, irritante, vergogna da nascondere o di cui approfittarsi. Il resto è pura poesia, che è sollievo per il corpo della straordinaria Moon So-ri che replica il ruolo di amabile innamorata riservatole in Peppermint Candy dove le andava molto peggio.
A vedere la produzione del regista coreano verrebbe da dire che ogni tanto lui perda la sua visione “ottimistico-surrealista” del mondo. Meglio non abituarsi, quindi, a questo po’di speranza affidata a sentimenti e visioni magiche, e prepararsi a tutto.

 

CONDIVIDI: