Ordine da Hong Kong: Uccidete la Pantera Nera

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Fan Han Wei (Sing Chen) viene arrestato all’aeroporto per spaccio di droga mentre “l’amico” se la svigna sotto gli occhi della polizia. E’ chiaro sin da subito che l’uomo è stato incastrato su ordine di un boss locale, al secolo Chang Hui Feng (Yasuaki Kurata) geloso della relazione con la dolce Chin Siu Chien (Nancy Yen).
Passano tre anni nei quali parenti ed amici cercano le prove dell’innocenza, invano. Tre giorni prima del rilascio, per buona condotta, gli uomini di Chang Hui Feng consegnano delle foto (false) che ritraggono la bella Chin Siu Chien in amore col loro boss. Fan Han Wei roso dalla rabbia rompe il divisorio che separa la stanza degli incontri e scappa di prigione seminando un morto ed ossa rotte a profusione.
Braccato dalle forze dell’ordine e dalla malavita, Fan Han Wei in una scalata alla violenza,  si farà strada a colpi di arti marziali culminante nel classico duello finale dove la giustizia farà il suo corso.

Ordine da Hong Kong: Uccidete la Pantera Nera fa parte dei film di kung fu di ambientazione moderna lanciati da Bruce Lee, e “perfezionati” dalla bistrattata Bruceploitation: in cui il plot ruota sempre attorno ad uno schema da film poliziesco, nei quali il “cattivo” di turno commercia in droga, armi o schiavi, mentre il protagonista deve liberarsi da false accuse, salvare un parente che ha visto troppo o semplicemente vendicare la morte di un proprio caro. Cosa distingue  allora questo film dalla marea di kung fu movie che invasero le sale italiane negli anni settanta?
Nulla o poco più: il protagonista Sing Chen nonostante una brillante carriera nel mondo del cinema d’arti marziali al soldo di Chang Cheh, in film del calibro di One-Armed Swordsman Returns (1969), Have Sword Will Travel (1969), Vengeance (1970) per citarne alcuni su una lista di circa un’ottantina, risulta praticamente anonimo al “popolo bue” avido di mazzate.
Lo stesso dicasi per Yasuaki Kurata, attore giapponese in forza alle scuderie Shaw Brothers e in qualsiasi film di Taiwan nel ruolo del bad guy di turno, indimenticabile nel ruolo di Takeno in Heroes of the East (1979) che rimane ad oggi il suo lavoro migliore; purtroppo non si può dire lo stesso di Ordine da Hong Kong: Uccidete la Pantera Nera dove la sua recitazione ci fa rimpiangere l’imbolsito Steven Seagal.
Tornando alla domanda iniziale, potrei azzardare col senno di poi (si perché un’analisi di questo tipo ha senso solo oggi, nel 2009) che alcuni elementi d’interesse saltano fuori proprio dalle coreografie dei combattimenti, decisamente più violenti della media, e dalle  sequenze stunt estreme (solo in teoria perché in realtà frutto di montaggi e manichini) che anticipano di anni i lavori del team di Jackie Chan e le cose più recenti del cinema d’azione Thailandese. Durante un inseguimento Fan Han Wei si esibisce in un calcio volante contro una macchina, col successivo sfondamento del vetro/parabrezza e uccisione del pilota. Il tutto sottolineato da un funzionale rallenty.
In un’altra scena insieme a Chin Siu Chen si batte contro degli sgherri in cima ad un palazzo, fino a spostarsi sulle scale antincendio, saltando da una all’altra in un crescendo di acrobazie (aiutate dal montaggio) che non può far venire alla mente i vari Police Story. Se per voi tutto ciò vale il prezzo del “biglietto”, allora una visione potete anche dargliela.

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