Osaka Wrestling Restaurant

Voto dell'autore: 3/5
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Osaka Wrestling RestaurantUn film del genere, un film piccolo, “carino”, ma non particolarmente degno di nota è però frutto di numerose riflessioni sullo stato delle cose:

O) Osaka Wrestling Restaurant è una commedia di Hong Kong che dimostra per l’ennesima volta come il cinema dell’ex colonia stia cercando di affrontare la propria crisi lavorando sulla qualità, in questo caso su sceneggiature più complesse. Quello che lascia più basiti coloro che meglio conoscono questa cinematografia è il trovarsi di fronte, non solo ad una sceneggiatura leggermente più complessa, ma di impronta prettamente occidentale. Questa cosa non significa che il film non sia calato nella propria cultura, ma che la forma di scrittura filmica è basata sulle regole classiche della sceneggiatura occidentale (quella che quando si frequenta un corso o si legge un libro a riguardo viene definita “sceneggiatura all’americana”). Il film possiede quindi una forma perfettamente regolare, fatto di elementi narrativi aperti e necessariamente chiusi entro la fine, di un conflitto da risolvere, di snodi ed evoluzioni dei personaggi e di blocchi costruiti in modalità molto precisa. La cosa sorprende un po’ ed ha lasciato poco convinti alcuni. Comunque è interessante osservare il tentativo e ancora di più il risultato finale.

A) Le Arti marziali. In questo film viene messo in scena il mondo del wrestling giapponese ed è strano notare come nello stesso anno il cinema di Hong Kong abbia cercato una fuga in altri stili di lotta per andare oltre il classico kung-fu; il Judo in Throw Down, la boxe thailandese del precedente Xanda, ma al contempo citata anche in Three of a Kind, qua il wrestling, mentre come già accennato le arti marziali classiche della cinematografia locale si sono ridotte o a forma autoriale (Hero, La Foresta dei Pugnali Volanti) o a pura parodia (White Dragon, Looking for Mister Perfect, Three of a Kind). Si sta sondando una nuova strada? E sarà poi quella giusta?

K) Kung-Food, ossia il genere semanticamente inventato e subito smentito, si arricchisce di nuovi titoli di cui questo film fa orgogliosamente parte. Gli esemplari di questa categoria iniziano a diventare numerosi e prima o poi bisognerà fare un bilancio. A Chinese Feast, God of Cookery, Operation Scorpio ed ora Osaka Wrestling Restaurant con tanto di libro di ricette segrete lasciato nascosto dal padre/sifu che permetterà agli eroi di preparare i super-dumplings, risoluzione finale al film.

F) Il Film. Licenziato da un losco ristorante dopo la morte di suo padre, un ragazzo fugge ad Osaka, alla ricerca del fratello perdigiorno e truffatore, intrippato con il wrestling. Per sfuggire a dei debitori i due tornano ad Hong Kong e con i soldi del padre defunto aprono un ristorante concorrente proprio avanti a quello da cui il protagonista era stato licenziato; caratteristica del locale è quella di avere al centro della sala un ring in cui durante i pasti si svolgono degli incontri di wrestling effettuati da dei pittoreschi personaggi mascherati come i veri eroi di questa arte/spettacolo giapponese. Su tutto si inserisce una ragazza che ignora che colui che quasi l’aveva annegata è proprio il padrone del ristorante dotato di una doppia vita di cuoco e incapace copia del lottatore di wrestling di cui lei è innamorata. Nella storia si inseriscono una marea di altri personaggi minori quali quello interpretato da Sam Lee, portantino di Sammo Hung vecchio cuoco alla ricerca di una ricetta che possa risvegliare i propri sensi e un ritrovato Meng Hoi, storico attore e coreografo, qui un po’ appesantito ma sempre brillante e talentuoso. La sequenza forse più divertente sono i provini per trovare i lottatori tarocchi, provini a cui si presenta una pletora di personaggi davvero surreali, lottatori di sumo, copie di Bruce Lee e un’esilarante imitazione di una delle  pallavoliste del thailandese The Iron Ladies.

Nonostante la forma anomala del film, numerose sono le sequenze impazzite di pura matrice hongkonghese tra cui un poliziotto che corre lungo una discesa e inizia a rotolare trasformandosi in una palla e i super dumplings-viagra che rendono i vecchietti dei campioni di kung-fu.
Una commedia di Hong Kong, magari diversa dalle altre, piacevole e disimpegnata.

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