Out of Inferno

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,00/5: 2 voti]

I titoli di coda di Out of Inferno 3D sono preceduti da una dedica ricordo a Szeto Kam-Yuen, sceneggiatore del film prematuramente scomparso nel 2012 e autore di tanti capolavori del cinema di Hong Kong, da Too Many Ways To Be No. 1 (1997) a Expect the Unexpected (1998), da A Hero Never Dies (1998) a The Longest Nite (1998), da Love Battlefield (2004) a Dog Bite Dog (2006). E a colpire subito del film è il suo impianto narrativo all’”americana”, con il cast corale e quella specie di unità di luogo che fin dall’inizio è teatro della tragedia. Nulla di cui stracciarsi le vesti ma la sceneggiatura racconta in maniera elementare ma pulita e ad incastro, nella maniera più classica e funzionale possibile, con solo alcune sfilacciature e svolte grossolane sul finale. Il resto è -come da  tagline- il primo disaster movie di Hong Kong in 3D, un 3D efficace e non troppo gratuito al servizio di un blockbuster sontuoso che alterna -su dichiarazione dei registi- la presenza di molto fuoco reale per coinvolgere maggiormente cast e spettatore e tonnellate di effetti digitali di alterna fattura e efficacia in cui le fiamme prendono vita come un essere vivente senziente. Un buon cast affiatato fa il resto.

Due fratelli pompieri dopo un trauma hanno separato le proprie strade e si sono persi di vista; uno ha continuato la propria carriera, l’altro ha fatto delle proprie competenze un fattore imprenditoriale dedicandosi all’anti infortunistica antincendio. Il giorno dell’apertura del suo nuovo ufficio-showroom in un lussuoso grattacielo della città, in questo esplode un monumentale incendio. Sarà lotta per la sopravvivenza tra un gruppo maleassortito di materiale umano e di storie, destinate ad incontrarsi.

Per una strana coincidenza pochi mesi dopo, a gennaio 2014 nelle sale cinesi è uscito un secondo film sul tema, As the Light Goes Out di Derek Kwok. Un buon film medio di intrattenimento che però, guardando la recente carriera del duo di fratelli registi (i Pang Brothers, quelli di The Eye), segna un piccolo passo in avanti dopo i bassi risultati qualitativi dei precedenti film in coppia, come The Storm Warriors e The Child’s Eye.

CONDIVIDI: