Pained

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PainedNam Soon (Kwon Sang-woo) è un giovane strozzino che opera nei bassifondi di Seul assieme al suo socio più anziano Beom-no. Nam Soon “soffre” da analgesia, ovvero una particolare condizione che gli impedisce di provare dolore fisico. Questa bizzarra caratteristica gli permette di spaventare i debitori praticando autolesionismo o facendosi picchiare a sangue dal socio. Nonostante la sua immunità al dolore fisico e la sua apparente impassibilità, Nam Soo soffre profondamente per la perdita dei suoi familiari, avvenuta in un incidente stradale. Le cose iniziano a cambiare quando gli viene affidato il compito di recuperare una somma di denaro da Dong-hyeon (Ryeowon Jung), una ragazza emofiliaca che lavora come venditrice ambulante e che si barcamena tra una sistemazione occasionale e un’altra. Nonostante la sua fragilità fisica, la ragazza ha un carattere duro e determinato e riesce a tenere testa allo strozzino. Dopo che Dong- Hyeon ha soccorso e portato all’ospedale il ragazzo, rimasto tramortito durante uno dei suoi lavori, Nam Soo in segno di riconoscenza decide di affittare alla ragazza una stanza del suo appartamento, in modo da poter recuperare a poco a poco la somma che lei deve ai creditori. La nuova inquilina porta una ventata di vitalità nell’esistenza vuota e solitaria di Nam Soo e nonostante le molte incomprensioni tra i due inizia un appassionata storia d’amore. Nam Soo non è più solo,così decide di abbandonare la carriera da strozzino per intraprendere quella di stuntman, ma l’improvviso aggravarsi delle condizioni di salute della ragazza e l’urgenza di costose cure mediche lo costringe ad accettare un ultimo, rischioso lavoro.

L’idea potente dell’incontro di due personaggi dalle fragilità, del corpo e dell’animo, diametralmente opposte, poteva svilupparsi in diverse direzioni, Pained imbocca quella del melodramma romantico condito da frequenti sprazzi di commedia. Purtroppo l’esito è altalenante sia sul piano della storia che della regia. La sceneggiatura di Kang Full funziona finché procede sui binari della commedia romantica, giocando sui contrasti sia fisici che caratteriali tra i due protagonisti. La parte più riuscita del film è forse la convivenza tra i due, in cui questi contrasti raggiungono l’apice, dando il via ad una serie di scene divertenti ma ben rappresentative dell’evoluzione del rapporto tra Nam Soon e Dong-Hyeon e del loro progressivo avvicinamento. Il culmine si raggiunge nella sequenza in cui i due rimangono appiccicati a causa di uno sciagurato tentativo della ragazza di riparare un piatto rotto usando una super colla, una circostanza che costringe i due ad una convivenza ben più intima di quanto avevano previsto. Quando invece il film svolta nei territori del melodramma vero e proprio, dispiegando tutto l’armamentario di disgrazie, addii e fiumi di lacrime tipico del genere, non ha la stessa freschezza e incisività . Anche la regia di Kwak Kyung-taek non è immune da questa discontinuità, passando repentinamente da invenzioni visive interessanti a soluzioni da pessima televisione (specie l’insistito uso dei flashback con un onnipresente musica struggente in sottofondo),una regia che però, bisogna riconoscerlo, riesce a riscattare un finale un po’ telefonato mettendolo in scena con una discreta dose di pathos e una buona gestione dei tempi. A salvare la baracca contribuiscono non poco le ottime performance dei due protagonisti in particolare quella di Kwon Sang- woo, efficace nel tratteggiare un Nam-Soo ora stoico e impassibile, ora incredibilmente fragile. Nonostante tutti i suoi difetti Pained fila liscio fino alla fine e regala qualche emozione, permane però la sensazione che le potenzialità dell’idea di fondo non siano state esplorate a dovere, che si sarebbe potuto osare di più.

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