Panggil Namaku 3x

Voto dell'autore: 2/5
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Say My Name 3xL’horror degli anni 2000 in Indonesia è davvero una roba per adolescenti. Nel caso di questo Panggil Namaku 3x si ripete lo schema di una ciurma di ragazzini protagonisti di una pellicola orrorifica, solo che vi si aggiunge il carico di una netta ispirazione dei serial televisivi americani. La novità non sussisterebbe se si pensa a Buffy, la serie tv americana che ha rovinato più di qualche (emo) generazione in cui ci son mostrini a denti digrignati che fanno a botte con problematiche studentesse di college.
Gli indonesiani rilanciano inventandosi una cosa ancora più assurda. Prendono il loro armamentario, quindi un fantasma da femminili fattezze e lungocrinito, e gli fanno seminare il panico in una scuola superiore. Imbarazzante a dirsi, ma quello che sembra ispirare il regista sono quei telefilm da adolescenti americani tipo Sweet Valley High con fotografie brillanti, montaggio e fast forward da videoclip. Non a caso per una buona ora il film non è altro che la storia della rivalità della sfigatissima Lara (Hayria Lontoh) e della sua cattivissima aguzzina Sharon (Nita Ferlina). Ed è incredibile, forse anche inquietante, vedere come il regista alterni toni e vezzi da teen comedy americana alla violenza del pestaggio di Lara in un bagno. Evento traumatico che porterà il fantasma di Rosemary Marian a reincanarsi in Lara, rendendola più sveglia e forte. Più in là nella pellicola Sharon arriva addirittura a progettare lo stupro da parte di altri studenti della sua rivale poi prontamente difesa dallo spettro di Rosemary Marian.

Qui ci sarebbe da aprire un lungo capitolo sulla faccenda, perché il film sembra davvero pagato dal ministero scuola-educazione indonesiano. Sin dalle prime sequenze si insiste sulla pericolosità per una ragazzina di sembrare troppo sveglia ai suoi coetanei, poi vi si aggiunge il citato piano di vendetta ed infine il dispiegarsi della storia di dannazione del fantasma di Rosemary Marian. Chi scrive si rende benissimo conto della distanza della cultura e della società indonesiana dalla nostra, ma realmente la pressione su questo tema in un film per teenager sembra quasi un macigno psichico non da nulla per i poveri spettatori. Se ci si aggiunge che il fantasma punitivo di Rosemary Marian sta lì proprio a preservare l’integrità della sua protetta davvero viene da sorridere a tutti gli sproloqui scritti sul Jason di Venerdì 13 massacratore di ragazzi peccatori. Sarebbe davvero curioso sapere cosa ne pensa lo spettatore indonesiano di questo film oppure in generale capire la valenza sociologica di un film del genere in un paese in cui nel 2008 vengono varate leggi contro la pornografia che puniscono fino a dieci anni coloro che la diffondono o ne fanno uso.

Per quanto riguarda la realizzazione tecnica il film non è inferiore ad altre pellicole. L’unico problema è che essendo rivolto ad un pubblico giovane, pur trattando temi controversi, si dimentica per strada l’horror. In definitiva un film che bisogna vedere per crederne l’esistenza. Una incredibile insalata mista di tutto ciò che viene fagocitato culturalmente in quei lidi del nostro luccicante occidente rielaborato con lievi tocchi di horror del sud est asiatico.

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