Phoonk

Voto dell'autore: 3/5
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phoonkDopo il successo del precedente Bhoot (2003) Ram Gopal Varma ritorna sul tema della possessione con un inaspettato successo intitolato Phoonk (2008). Ma stavolta l’argomento di base è virato verso una componente nuova ovvero quella della magia nera e dello scontro tra maghi di diverse fazioni. Come al solito il succo del tutto ruota intorno all’estetica de L’Esorcista, con la bambina manovrata dalle forze del male manifeste attraverso voce mutata e levitazioni di sorta. Fortunatamente il regista si ferma in tempo, evita effetti grandguignoleschi e mutazioni eccessive per rivolgersi verso lo scontro tra le forze del bene e del male nello stile del Black Magic hongkonghese.
Poca cosa in effetti, il melange è narrativamente già visto, ma nonostante tutto riesce a coinvolgere e suggestionare grazie alla componente tipicamente locale e illumina alternamente grazie ad innegabili assoli di regia del talentuoso Ram Gopal Varma.
Il regista infatti è uno dei più abili personaggi del cinema di genere indiano perennemente in bilico tra una visione apertamente occidentale del cinema e umori tipicamente locali.
Il film ha avuto un incredibile successo tale da mettere in produzione un sequel per il 2010, di cui si è parlato anche in Italia mesi prima della sua uscita a causa di una pittoresca campagna promozionale che dichiarava di donare una remunerativa somma di denaro agli spettatori che sarebbero riusciti a vedere il film fino alla fine, da soli in sala. Produce sempre Varma e dirige lo sceneggiatore dei due film, Milind Gadagkar.

 

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