Prostitute Killers

Voto dell'autore: 4/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Interessante come nel 2000 si siano continuati a produrre CatIII seguendo la stessa sana ricetta di una volta.

Stanza vuota, illuminata di blu. Una ragazza è gettata su un letto, spogliata e violentata da tre uomini nudi ed esagitati che indossano maschere da lupo. In breve avvolgono un sacchetto di plastica trasparente in testa alla ragazza, lo legano stretto con un nastro in gomma e poi con un colpo di machete decapitano la donna, tra fontane di sangue monocromo. Titoli di testa.

Un bell’inizio, non c’è che dire. E ci troviamo di fronte ad un film estremamente brutale, figlio più che legittimo di titoli del calibro di Red to Kill e Run and Kill. Senza limiti e compromessi, insomma, già dai personaggi protagonisti; tre amici accomunati dall’essere orfani, legati da una salda amicizia e da un ferreo codice d’onore cavalleresco che si battono contro i malavitosi locali ma hanno come vizio quello di rapire, violentare, torturare, fare a pezzi e gettare da una scogliera povere ragazze adescate in giro per Hong Kong. Insomma, una versione estrema e immorale di un Bullet in the Head di John Woo. Ma non ci troviamo di fronte ad un povero v-cinema fatto alla meglio. Di fronte ad un’evidente budget modesto il regista dimostra mestiere e dirige bene, e monta ancora meglio, un film fasciato da una fotografia curata e spesso tagliata da lame nette di luci policrome come nei migliori esempi di CatIII. In almeno un paio di occasioni i colpi bassi raggiungono il segno, e se gli abusi sessuali –brutali ma discreti nel mostrare, nella tradizione del cinema locale- lasciano il tempo che trovano, le torture e le sequenze di violenza sono sempre portate all’eccesso; acido buttato in faccia, scalpi a mani nude, occhi estratti dalle orbite, castrazioni, necrofilia, ossa che escono dalle carni. Simon Lui, attore solitamente mediocre offre la performance della sua vita in un ruolo sfaccettato e glaciale trascinato con preoccupante partecipazione.

Una chicca del CATIII assolutamente da (ri)scoprire, ma assolutamente non per tutti.

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