Psycho Gothic Lolita

Voto dell'autore: 2/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,50/5: 10 voti]

Gothic & Lolita PsychoLo stile Gothic & Lolita è uno di quei fenomeni di costume paragonabili al Cosplay che hanno avuto rapida presa sugli occidentali fanatici del Giappone. Sembra una di quelle classiche anomalie da società moderna questa per cui, anche in un paese come l’Italia dove si faticano a vendere manga e a distribuire film asiatici,  si incontrino invece con facilità -nei posti giusti al momento giusto- persone travestite da personaggi dei fumetti o agghindate da lampade ottocentesche.
L’operazione messa in piedi dagli autori è talmente scontata che se ne intravede da subito l’intento programmatico. Nel parlarne poi si vorrebbe assolutamente evitare di scadere nella facile ironia che in genere si indirizza alle nostre lolite sovrappeso o nel pecoreccio gratuito dei servizi giornalistici che riservano a queste adolescenti i nostri media, ma è indubbio e ben visibile che la pellicola nasca rivolta ad un pubblico occidentale particolarmente sensibile a certa estetica.
Si immagini quindi di prendere una bellezza incredibile come Akiyama Rina, attrice dal ruolino di marcia incredibile nella categoria tokusatsu, e di farcirla di pizzo e merletti. Si immagini poi di metterla contro dei sanguinari nemici col supporto di armi incredibili come un taglientissimo ombrello parasole. Si immagini azione e effetti speciali buttati dentro per far da collante ad una storia (minima) di vendetta. In finale, alla luce di tutti i film nello stile di Iguchi Noboru, Nishimura Yoshihiro e della scuderia Sushi Typhoon, si immagini la noia che pervade lo spettatore dall’inizio alla fine. A nulla servono le comparsate dei soliti noti come Asami o gli effetti del solito Nishimura ed il naufragio totale si compie senza colpo ferire tra una citazione dei soliti MatrixKill Bill da cui è ripreso il meccanismo della lista di omicidi da compiere. Nell’ultimo caso bisogna fare uno sforzo sovrumano per soprassedere su un personaggio (Lady Elle) vestito in marinaretta come GoGo Yubari (Kuriyama Chiaki in Kill Bill) e con benda sull’occhio simile a quella di Elle Driver (Daryl Hannah sempre in Kill Bill)

La pellicola è di fatto avvilente. Fa decisamente pensare che Ohara Go non sia nato per il mestiere di regista, arrivando quasi a far dimenticare i suoi grandi meriti e il talento da coreografo (Lion-Maru G, Death Trance) messo in evidenza nonostante tutto anche in questa occasione.  Sulla scia del già dilettantesco Geisha Assassin ci consegna altri 88 minuti di cui avremmo fatto veramente a meno. Ed è un peccato, perché la Akiyama è davvero bella oltre l’immaginabile in questa versione gotica; talmente bella che l’unica cosa che rimane di questo film è la bambolina modellata su di lei dalla Pullip. Il fatto che la qualità di un gadget superi di gran lunga quella del film la dice purtroppo lunga sul senso dell’operazione.

Alcune immagini della bambola modellata sulla protagonista:

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