Red Secret Room 2

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,75/5: 4 voti]

Red Secret Room 2Benvenuti alla seconda edizione de “Il Grande Fratello” secondo Daisuke Yamanouchi. Per la sua Odissea dell’estremo, Daisuke non cambia le regole del gioco (illustrate nella recensione del primo film): la stanza rossa, la gabbia, la scatola, le 4 carte e i quattro concorrenti. La stanza rossa è ormai sinonimo di morte, tant’è che fa quasi pensare il fatto che la pronuncia anglofona al contrario di Red Room, “redrum”, e quindi “murder”, significhi “omicidio”. Stavolta il ritmo è più pacato e si cerca di dare più spazio ai personaggi, meglio caratterizzati ma meno incisivi di quelli del film precedente, tranne la “protagonista” mora, davvero ben sfaccettata. La prima parte è semplicemente devastante, tant’è che già le prime due prove sono un tour de force per lo stomaco; ad un uomo viene infilato uno spazzolino da denti su su per il naso (dalla parte delle setole, logico) e una ragazza è costretta (e lo fa con gusto) ad ingerire un’intera vasca piena di vomito di un concorrente. Dopodichè il film si placa leggermente salvo poi esplodere più avanti con un abominevole fist fucking che si tramuta in un’estrazione di un feto. Da qui in poi, dalla seriosità insostenibile della prima parte il film sfocia nella seconda, estrema e gore ma ormai più pop e oltre il credibile, quindi leggermente più sostenibile. Ad alleggerire soprattutto il finale, vero e proprio massacro con tanto di strangolamento tramite cordone ombelicale(!!!), è un colpo di scena insospettabile che rivela un ospite “particolare” all’interno della Casa.
Tecnicamente il film si attesta su livelli buoni per il genere, fotografia spesso ricercata e buona regia. Gli effetti sono ben costruiti e montati. Una scelta narrativa a blocchi scomposti e flashback si rivela inoltre intrigante e coinvolgente. Di nuovo un film che va oltre l’estremo ma permeato da un ormai riconoscibilissimo marchio pop tanto caro al regista. Assolutamente astenersi i deboli di stomaco.

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