Road

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [5,00/5: 1 voti]

RoadAmbientata negli anni ’70 (e ’50) di una Corea povera e periferica, la trama è costruita alternando sapientemente il presente – l’incontro fra il fabbro “ambulante” Tae-suk e una misteriosa ragazza – e numerosi flashback che pian piano completano il quadro di un passato struggente e sfortunato in cui a Tae-suk è toccata la parte della vittima.

A fronte di una situazione attuale in cui egli è un vagabondo senza radici e senza legami, il passato ce lo rivela invece sposato e con un amico-collega a cui è molto attaccato. I loro caratteri, però, sono agli antipodi: il secondo ambizioso, egocentrico e alla ricerca di un riscatto dalla povertà, il primo generoso e soddisfatto della sua umile vita, ma purtroppo, paradossalmente, proprio per questo punito per la sua ingenuità e magnanimità.

Si potrebbe osservare che non è certo una tematica che brilli per originalità (e la prevedibilità della trama è un altro non lieve difetto di Road), tuttavia il modo delicato e tenero con cui è presentato in modo contrastante il burbero e severo personaggio principale – molto dignitosamente interpretato dal regista stesso – eleva il film e coinvolge nella storia. Capace di gesti incondizionati a favore del prossimo, anche a proprio discapito, e sempre pronto a perdonare e a prendersi cura degli altri, Tae-suk è l’affermazione vivente dell’affetto e della comprensione che vanno oltre i beni materiali.
L’ottima fotografia, oltre che scrupolosamente attenta alla composizione dell’inquadratura, sottolinea i flashback con delle dominanze rossastre o giallognole, contribuendo alla creazione di una certa sensazione di claustrofobica predestinazione. La musica, invece, ariosa e rilassata è perfetta nel commentare i bei panorami della provincia rurale coreana e le intense e drammatiche vicende del film.
Per quanto la scelta finale di Tae-suk sia imperscrutabile e apparentemente dissennata dal punto di vista della nostra cultura occidentale, forse è in linea con il suo comportamento schivo e orgoglioso e scaturisce dall’incapacità di scendere a patti con l’errore più grande della sua vita.
Road è un piccolo, grandissimo film che, con la sua disperata disillusione e il sorriso bonariamente comprensivo del regista-attore aiuta a riconciliarsi temporaneamente col mondo e suggerisce di cercare la felicità dove nessuno ce la potrà mai portare via: dentro di noi stessi.

CONDIVIDI: