Seoul Raiders

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Seoul RaidersCosì com’era finito in bellezza l’anno del cinema delle arti marziali hongkonghese con il film Kung Fu Hustle di Stephen Chiau inizia male il successivo. Seoul Raiders è il sequel, realizzato ben 5 anni dopo del film Tokyo Raiders, uscito in DVD anche in Italia lo stesso giorno di Time & Tide (erano passati rispettivamente l’uno al Far East Film Festival, l’altro al Festival del Cinema di Venezia).
Gli elementi che caratterizzavano il primo capitolo erano i seguenti:
-Coreografie marziali molto buone e ben montate che si trasformavano in modo esplicito in vere e proprie danze grazie anche all’ausilio di musica di sottofondo latino americana (esperimento tentato in modo più ovattato anche in Looking for Mr. Perfect)
-Cast di grandi attori circondato da comparsate di numerosissime anonime attricette pin up.
-Personaggio interpretato da Tony Leung Chiu-wai che recita una specie di ispettore Gadget dotato di numerosi aggeggini elettronici.
-Trama confusa e incomprensibile dotata di continui colpi di scena e variazioni di registro, ideale per una visione in DVD atta a saltare le sequenze noiose e a soffermarsi solo su quelle action.
-Ambientazione “esotica” giapponese.
Questo secondo capitolo cerca di bissare il successo del primo mantenendo queste caratteristiche ma facendo perdere loro la spontaneità e la freschezza. Il tutto appare come il classico sequel fatto con meno soldi con la speranza di incassare ancora di più. E il film deluderà probabilmente sia i fans che (logicamente) i detrattori del primo capitolo.

Questa volta la trasferta è in Corea, a Seoul, dove Tony Leung e Shu Qi inseguono un impacciato malvivente interpretato da Richie Ren. Del vecchio cast scompaiono sia Ekin Cheng, che Cecilia Cheung che Kelly Chan (probabilmente troppo impegnata a fare la pubblicità ai Mc Donalds di Hong Kong…). Rimane un Tony Leung protagonista assoluto che quasi da solo (a poco servono gli altri) non riesce a trascinare la baracca. Un vero orrore per chi l’ha amato nei film di Wong Kar wai vederlo combattere continuamente per tutto il film in modo così anonimo. Infatti la pecca più grossa di questo film action sono proprio le sequenze action, decisamente inferiori a quelle del film precedente. Se anche in Tokyo Raiders si sospettavano i trucchi per celare la mancata abilità atletica degli attori, qui il tutto diventa troppo evidente e ogni scontro è ripreso nel buio pesto o in controluce. In compenso aumenta l’ironia che permea il film trasformato in una vera e propria commedia. Mentre rimane intatta l’attitudine alla trama confusa e approssimativa. Il montaggio è quasi imbarazzante e tende ad abusare di speed-up e trucchettini cool fuori tempo massimo (ma al contempo ci regala un magistrale finto bullet time davvero divertente). Nonostante tutto, nonostante venga appassito tutto ciò che rendeva il primo film un prodotto non totalmente banale, in questo seguito gli stessi elementi vengono buttati lì senza una reale convinzione e giustificazione, in modalità del tutto approssimativa. Nel primo funzionava, qua no. Restano come al solito alcune sequenze più o meno geniali, alcune gag molto divertenti ma che non salvano assolutamente il film. Un peccato ed una occasione sprecata per il regista Jingle Ma che sembra stia seguendo una spaventosa parabola qualitativa discendente ; Para Para Sakura alla fine era un filmino piacevole, ma già Silver Hawk è un pò inutile. Speriamo in un rinsavimento. Non speriamo invece in ipotetici Bangkok Raiders, Bombay Raiders e via di questo passo.

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