Set To Kill

Voto dell'autore: 2/5
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Set to KillPerchè? Non si poteva spendere qualche ora in più nella scrittura di questo film? Sarebbe stato un gioiellino, proprio come alcuni noir dell’anno precedente (Love Battlefield, One Nite in Mongkok, Explosive City). Ed invece ci troviamo di fronte all’ennesima occasione mancata. E dire che di momenti “alti” ce ne sono parecchi ma l’attitudine a seguire il suo primo mestiere (Marco Mak è prevalentemente un montatore) è il punto in cui il regista cade. Non siamo ai livelli del suo precedente e mediocre Xanda ma purtroppo non andiamo poi così lontano. Il film in questione è uno pseudo noir, una versione più rilassata di The Mission di Johnnie To (con tanto di guardia del corpo mangiatrice di semi di zucca) con riverberi di Time & Tide di Tsui Hark (tutta la sequenza della sala da ballo e delle cucine) -film che Marco Mak ha anche montato- e sapori di tanti altri film tra cui anche la seria animata Noir (il trucchetto dei semi di zucca usati per capire la provenienza del nemico). Già l’inizio non fa ben sperare, presentando un film laccatissimo e poco personale che sembra un action brutto coreano. Dopodichè il film si eleva, migliora, regala degli ottimi momenti per poi sprofondare nell’ultima mezz’ora composta di fastidiosi colpi di scena reiterati all’infinito, oltre la sopportazione, con cadute nel ridicolo involontario. Lo svolgimento narra di un gruppo di guardie del corpo assunte per proteggere un’antipaticissima ragazza coinvolta in affari loschi interpretata (male) da Ning Jing. Destino vuole che una delle guardie interpretata (bene) da Raymond Wong sia un vecchio amante della ragazza, oltretutto ancora abbastanza coinvolto. Se la regia regala anche ottime idee e momenti di cinema nemmeno troppo piccoli, il regista abusa del montaggio e di effetti spesso fin troppo fuori luogo, ralenti inutili, speed up e tante grezzate puerili. Stessa cosa per la sceneggiatura che incesella una storia d’amore oltre l’improbabile (peggio di quella de La Foresta dei Pugnali Volanti), personaggi sottilissimi e spesso non abbastanza approfonditi e che invece in potenza avrebbero permesso grandi sfaccettature caratteriali. Oltretutto il montaggio si muove rapido per celare evidentissimi e a dirla tutta grossolani errori di regia, assolutamente imperdonabili in una produzione del genere. Raymond Wong funziona e fonde bellezza estetica da idolo delle teenagers a talento attoriale. Dispiace per il risultato finale, quello che evidentemente poteva essere un buon film si rivela un prodotto incompiuto e frettoloso. Ottime invece le sequenze action balistiche, molto “poser” (e post The Mission) ma dotate di piacevoli guizzi di inventiva. Un film del tutto imperfetto quindi ma va anche notato che il regista appena un mese prima (03/03/2005) aveva fatto uscire un altro film, Slim Till Dead. Alla fine bisogna ancorarsi a quegli effluvi di cinema di Hong Kong che di tanto in tanto il film emana.

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