Sleepwalker in 3D

Voto dell'autore: 3/5
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SleepwalkerDopo The Detective 2, Oxide Pang torna al thriller/horror con questo racconto generato dal suggestivo tema del sonnambulismo. Tema già sfruttato altrove ma affiancato da due o tre false (e/o vere) piste poliziesche, qualche twist, un po’ di ricercata confusione e un pizzico di effetti digitali surreali tipici dei due Fratelli (Oxide appartiene ai Pang Bros, duo solitamente attivo alla regia in coppia in film ad alto budget come Child’s Eye o The Storm Warriors). In questi film di genere in solitaria più a basso budget si riesce a godere del sapore maggiormente genuino dell’arte del duo; cinema più di scrittura, suggestivo, con una regia fotografica sempre pertinente e calibratissima e almeno un attore di gran nome e/o talento. Sono film discontinui ma a volte di elevatissima qualità generale, a volte meno, ma come percorsi da un’invidiabile continuità autoriale e mediamente artistica. Questo Sleepwalker in 3D è sicuramente uno dei film minori, poggiato più sul lato melodrammatico, ma con ottima funzionalità anche in quello più prettamente horror. Poco invasivo il 3D stereoscopico, il film si fa notare soprattutto per una ottima prova di attori; oltre alla continua, alterna e media Angelica Lee (The Eye) come protagonista, il pathos spicca per una intensa Huo Siyan (My Name is Fame), ma, soprattutto, un inarrivabile veterano Kent Cheng in un ruolo a metà tra melodramma e i vecchi Cat III che recitava in quel della Hong Kong di venti anni fa. Prevedibile ma efficacissimo il doppio finale struggente, in un film che piacerà sicuramente ai fans storici dei Pang Brothers.

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